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Mondiali Francia 98
Mondiali Francia 98

Una squadra che trascinò una nazione intera verso un sogno apparentemente irrealizzabile. E’ questa la perfetta sintesi di quello che accadde ai Mondiali del 1998, quando la Francia, padrone di casa, riuscì a conquistare la coppa del mondo. Quella squadra, allenata dal commissario tecnico Aimé Jacquet, poteva contare su grandissimi calciatori quali  Barthez tra i pali, Thuram, Blanc, Lizarazu, Candela, Lebouef e Desailly in difesa, Petit, Deschamps, Pires, Vieira, Karembeu e Djorkaeff in mezzo al campo, Henry, Dugarry, Trezeguet in attacco. Un mix di campioni affermati e giovani in rampa di lancio. Ma tutta la formazione Jacquet l’ha plasmata attorno a un solo nome, quello del suo numero dieci: Zinedine Zidane.

Mondiali Francia 1998: la fase a gironi

Al mondiale casalingo la Francia ci arriva di diritto in quanto Paese ospitante. Il sorteggio la inserisce nel girone C con Sud Africa, Arabia Saudita e Danimarca. I galletti esordiscono vincendo per 3-0 al Velodrome di Marsiglia contro gli africani. Le reti portano la firma di Dugarry e Henry, condite da un autogol di Issa. Nella seconda partita replicano contro la malcapitata Arabia Saudita, abbattuta 4-0 dalla doppietta di Henry e dai gol di Trezeguet e Lizarazu. A guastare la festa però arriva un gesto inconsulto di Zidane che sul 2-0 perde la testa calpestando il saudita Amin reo di averlo trattenuto. L’arbitro lo espelle, arrivano due giornate di squalifica, e salterà l’ultima partita del girone e gli ottavi di finale. A qualificazione ottenuta, Thuram e compagni conquistano anche il primo posto superando la Danimarca per 2-1 con Djorkaeff e Petit. La nazione è già in festa, tutti sognano di vedere la Francia vincere il suo primo mondiale, a tenere bassi gli entusiasmi c’è però il fatto che le avversarie del girone non fossero esattamente corazzate. Il tabellone è benevolo anche agli ottavi dove la squadra di Jacquet incontra il Paraguay. Ma la Francia senza il suo campione fatica maledettamente a trovare un varco nell’organizzatissima compagine sudamericana. Servono i tempi supplementari e un gol di Laurent Blanc per far staccare il pass per i quarti ai galletti. L’avversario sarà l’Italia.

Mondiali Francia 1998, la sfida contro l’Italia

Contro gli azzurri torna Zidane che si trova contro tanti compagni della Juventus e moltissimi di quegli avversari che domenicalmente affrontava nel nostro Paese. Quella con la nazionale di Cesare Maldini è una partita a scacchi. Zidane non trova sbocchi per innescare i compagni, mentre gli azzurri tengono botta in difesa e provano a pungere in contropiede. La partita finisce 0-0, si approda ai supplementari ancora una volta. La Francia inizia ad avere paura di non farcela, soprattutto quando Roberto Baggio, subentrato come da copione in quel Mondiale a Del Piero, calcia al volo, Barthez è battuto ma la palla sfiora letteralmente il secondo palo. È un segnale. Negativo per gli azzurri, positivissimo invece per i galletti. Si va ai rigori. Prima segnano Baggio e Zidane, poi sbagliano Albertini e Lizarazu. Trezeguet e Henry sono implacabili, Costacurta e Vieri pure. Resta un rigore a testa. Laurent Blanc non si fa intimorire e batte Pagliuca. Tocca a Di Biagio che pensa di andare sul sicuro calciando forte centrale per ingannare Barthez. E in effetti lo inganna, la palla però è guidata dalla sorte, che in quel caldo pomeriggio parigino di luglio tifa per i francesi: Di Biagio colpisce in pieno la traversa prima di accasciarsi in lacrime. L’Italia è eliminata, la Francia va in semifinale.

Mondiali Francia ’98: la sorprendente Croazia

Di fronte ora Zizou e compagni hanno la sorprendente Croazia di Suker e Boban. La squadra di Blazevic è la rivelazione assoluta del mondiale, gioca un calcio offensivo e bello da vedere. Un pericolo da non sottovalutare per i padroni di casa che si accorgono ben presto di quanto sarà dura staccare il biglietto per la finale. E’ Davor Suker a portare in vantaggio i croati al 46′ gelando Saint Denis. Lo Stade de France però si riscalda subito perchè la sorte quell’anno è tutta per i transalpini. Lilian Thuram,un fenomeno in difesa ma non esattamente uno abituato a buttarla dentro, prima pareggia dopo appena un minuto, poi sigla un’incredibile doppietta al 70′ ribaltando il risultato. La Francia è in delirio ma appena sei minuti dopo Blanc viene espulso e lascia i suoi in dieci uomini per il restante quarto d’ora. Sono quindici minuti di fuoco perchè la Croazia si riversa totalmente nella metà campo avversaria, batte un’infinità di calci d’angolo e mette all’angolo i dieci francesi. Ma non basta, Thuram e compagni in qualche modo reggono. E’ finale.

Mondiali Francia ’98: la finale contro il Brasile

Già, la finale. Una storia incredibile. Innanzitutto c’è da dire che l’altra finalista è la squadra più forte del pianeta: il Brasile di Ronaldo, dato da tutti favorito. La seconda nota a margine è un thriller ancora oggi avvolto nel mistero. Ronaldo, in quel momento palesemente il più forte calciatore al mondo, ha giocato tutto il mondiale con uno dei suoi atavici problemi fisici, in particolare alla caviglia, e pare (il condizionale è d’obbligo) che per ben tre volte i medici della nazionale brasiliana gli abbiano infiltrato antidolorifici per permettergli di scendere in campo. Tre infiltrazioni in un mese, qualcosa di fisiologicamente insopportabile per un essere umano, e Ronnie nonostante sia il Fenomeno, in fondo resta comunque un comune mortale. E’ il 12 luglio, alle 21 si giocherà la finalissima. Alle 14.30, i calciatori brasiliani sono nelle proprie stanze per riposare dopo pranzo in vista del match. Ronaldo è sul suo letto accanto a quello di Roberto Carlos. Il terzino del Real dopo aver scambiato qualche chiacchiera col fenomeno gli volta le spalle per dormire, lui, Ronnie, invece, non viene colto dal sonno bensì da un malore (probabilmente una crisi epilettica) e inizia a schiumare dalla bocca, in preda alle convulsioni, la lingua gli si rovescia. Roberto Carlos ed Edmundo si svegliano e chiamano i soccorsi, un’ambulanza porta il fenomeno in ospedale d’urgenza. I giornalisti al seguito di quella nazionale giurano di aver più volte sentito risuonare tre agghiaccianti parole nell’albergo del Brasile: “Ronaldo è morto”. Il fenomeno, in realtà è vivo e si riprende relativamente presto. Sta bene ma non è assolutamente in grado di giocare. Amen. Il Brasile arriva allo Stade de France, il c.t. Zagallo comunica la formazione ai suoi, in tribuna stampa arriva la distinta. Tutti cercano un solo numero, il nove. Ma il nove non c’è, Ronaldo non è in formazione, gioca Edmundo. Tutto risolto? Neanche per niente. Il sopracitato Edmundo giura che alle 20.15 era pronto a scendere in campo per il riscaldamento con gli altri titolari quando a un tratto, dal nulla, compare un sorridente Ronaldo pronto a cambiarsi e andare a riscaldarsi coi compagni. Zagallo guarda Edmundo, fa spallucce e proferisce la seguente frase: “Mi dispiace, gioca Ronnie”. Ora, cosa sia successo in quelle sei ore lo sanno solo i protagonisti, tuttavia sono in tanti, tantissimi a pensare che a decidere di far giocare Ronaldo in qualsiasi condizione si trovasse fosse stato il potentissimo sponsor del Brasile e del Fenomeno: la Nike.

Mondiali Francia 98 Ronaldo
Mondiali Francia 98 Ronaldo

Sono le 20.55 si scende in campo per giocare. Gli undici brasiliani entrano tenendosi per mano come come consuetudine in quel mondiale, in quell’occasione però sembra più un espediente per non far notare che Ronaldo non si regge praticamente in piedi. L’espressione dell’interista è qualcosa a metà tra quella di uno che non sa dove si trova e quella di uno che vorrebbe essere in qualsiasi altro posto. Inno brasiliano, Marsigliese, fischio d’inizio, si gioca. Si capiscono subito alcuni fattori di quella partita:

1) Il Brasile gioca in dieci, e quei dieci sono sotto shock per ciò cui hanno assistito e per arrivare alla partita della vita con il giocatore più forte del mondo che passeggia perso per il prato verde.

2) La Francia ha capito che quella è l’occasione più grande della propria storia calcistica, i francesi hanno il sangue agli occhi.

3) Zinedine Zidane ha scelto quella notte per entrare nella leggenda.

È il 27′ Petit batte un calcio d’angolo da destra, Zizou sale su un ascensore tricolore e dà dieci centimetri a Leonardo in elevazione, colpisce di testa e trafigge Taffarel portando avanti i suoi. Il Brasile è rintontito, la Francia galvanizzata, Zidane in trance agonistica. E allo scadere del primo tempo la storia si ripete. Calcio d’angolo da sinistra per la Francia. Batte Djorkaeff, colpisce di testa Zidane: 2-0. Nel secondo tempo Zagallo butta dentro Denilson e Edmundo, Ronaldo rimane in campo, almeno fisicamente. Desailly viene espulso al 68′, il Brasile ci prova ma niente, anzi. Al 93′ Emmanuel Petit scrive la parola fine sulla pazzesca storia del mondiale 1998 segnando il 3-0. E’ quello il momento in cui Zidane e la nazionale francese sfondano la porta d’ingresso della leggenda, lo stesso momento in cui Ronaldo tira un sospiro di sollievo e capisce che quella giornata atroce è finalmente finita, male, ma almeno è finita.