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inghilterra tunisia 1998

Il Vieux Port è l’estremità più visibile di quella che nel centro di Marsiglia potrebbe essere tranquillamente scambiata per una Medina araba, se non fosse per la mancanza di mura di cinta. La massiccia presenza di persone di origine magrebina rende il cuore pulsante della città francese vivo e dinamico, con odori e sensazioni che riportano immediatamente a quanto di più caratteristico delle varie Tunisi, Rabat e Algeri. Stiamo parlando, infatti, della città più araba dell’esagono transalpino, quella che secondo un detto popolare e dispregiativo era la prima tappa africana della Parigi-Dakar.

E fu proprio nelle stradine strette di Noailles che, il 14 giugno 1998, la partita tra Tunisia e Inghilterra fu motivo di scontri sanguinosi. L’unico precedente ufficiale del match che si giocherà oggi a Volgograd aveva visto i britannici imporsi 2 a 0, ma era stato tristemente preceduto da una battaglia campale tra tavolini da bar e approdi di barche. 300 tifosi inglesi, nel loro rituale prepartita dedicato esclusivamente all’alcool, avevano bruciato una bandiera tunisina. Con questo gesto, però, avevano acceso anche la miccia della rabbia degli oriundi tunisini di Marsiglia, appoggiati in massa dall’intera città, da sempre identificata con i suoi inquilini magrebini.

La vigilia di un semplice match del mondiale diventa il pretesto per una guerriglia urbana a base di lanci di lattine, bottiglie e sampietrini, oltre che da scontri corpo a corpo. Dalle 19 all 2 del mattino la furia impazza finanche nelle strade limitrofe. A farne le spese sono i bar del porto, fino a quando la polizia non mette in manette un centinaio di persone, mentre si registrano 46 feriti.

Inghilterra-Tunisia, il ricordo di Maloul

Due anni fa, sempre al Vieux Port, gli inglesi si resero di nuovo protagonisti di un’altra battaglia campale. Stavolta ad affrontarli vi erano i russi, preparati fisicamente e psicologicamente allo scontro e, soprattutto, più lucidi perché meno avvezzi al consumo di alcool. Per molti si trattò di una trappola innescata dai russi in collaborazione con la gente del luogo, che non dimenticò cosa successe nel ’98. Gli stessi russi, che si sono recati in Argentina e in Brasile prima del mondiale per negoziare con le rispettive tifoserie, continuano ad avere nel mirino gli hooligans, che a casa loro ormai fanno i bravi, ma appena espatriano si lasciano andare.

Il precedente di Marsiglia è inquietante, sebbene il tecnico della Tunisia Nabil Maloul ha detto in conferenza stampa che “La Russia è piuttosto lontana dalla Tunisia e dall’Inghilterra, il che mi rassicura dal punto di vista della sicurezza”. L’allenatore tunisino è convinto che, sebbene il premio in palio siano i tre punti, l’ambiente potrebbe essere condizionato: “In quelle situazioni gli scontri furono praticamente inevitabili. Adesso spero che vada tutto bene”. Il primo match mondiale di Tunisia e Inghilterra sarà anche un banco di prova per le forze dell’ordine russe e per i supporters di entrambe le nazionali. Con il fantasma della guerriglia di Marsiglia ad aleggiare su di loro.