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Perù Danimarca

Moduli a specchio e scelte forti, Perù-Danimarca si apre così. Guerrero, l’uomo più atteso, scivola in panchina a favore di Carrillo. Esclusi eccellenti e mosse a sorpresa anche per Age Hareide: fuori Schøne, Dolberg, Cornelius e Krohn-Deli, dentro più centimetri possibili. Gareca risponde andando all-in con un poker ultra offensivo, frizzante e imprevedibile.

Il temperamento latino e la freddezza scandinava, a sfidarsi sono due scuole di pensiero completamente opposte. Un solo elemento in comune: il sudore versato per ottenere questo mondiale, step by step, partita dopo partita fino all’ultimo scoglio chiamato playoff. E oggi eccole faccia a faccia, con la consapevolezza che tre punti possono significare una e una sola cosa: un piede agli ottavi dei finali.

Perù-Danimarca, che errore di Cueva

Il Perù parte subito forte, mandando in difficoltà la retroguardia danese con la velocità dei suoi. Carrillo suona la carica con un destro potentissimo da fuori, Kjaer compie un vero e proprio miracolo sull’ennesima imbucata di Farfan. Il primo tempo prosegue a suon di azioni scoppiettanti e occasioni da una parte e dall’altra, delineando una certa fragilità nella retroguardia Blanquirroja. Minuto 44, momento cruciale della partita: Cueva viene messo giù in area di rigore, il Var concede il penalty. Se lo cerca e lo va a tirare.

Il pallone pesa come un macigno, il cuore salta in gola, la porta diventa minuscola. Cueva, a modo suo, prende la rincorsa. La paura di sbagliare si legge nei suoi occhi, Schmeichel vola, il tiro finisce alle stelle. Un turbinio di emozioni troppo forte da sopportare, il numero 8 scoppia in lacrime.

Catenaccio Danimarca

Il Perù rientra in campo scosso dall’occasione divorata, andando alla disperata ricerca di un gol. Tutti avanti e Danimarca che punisce: Eriksen prende palla, prende il centro del campo e serve una palla deliziosa per Poulsen che non deve far altro che segnare. Si sblocca il match, ma il Perù continua il suo monologo: gli Incas cercano disperatamente il pareggio, creando un’occasione dopo l’altra. La Danimarca scompare piano piano, alzando un muro invalicabile. Tutti dietro e palla lunga, il più vecchio dei trucchi si rivela fondamentale. Il Perù esce sconfitto, ma a testa altissima (per quel che può valere) da un match dove non c’è mai stata storia. 

Perù-Danimarca 0-1, il migliore e il peggiore in campo

Cueva, complice il rigore fallito, si merita il “premio” di peggiore in campo. L’errore si rivelerà fondamentale nella corsa agli ottavi, impossibile non tenerne conto. Yussuf Poulsen migliore per distacco dei suoi: segna, recupera palloni e toglie dalla testa di Guerrero il pallone del pareggio.

Perù-Danimarca 0-1, il tabellino del match

PERÙ (4-2-3-1): Gallese; Advincula, Rodriguez, Ramos, Trauco; Tapia (87′ Aquino), Yotun; Flores (62′ Guerrero), Cueva, Farfan (85′ Ruidiaz), Carrillo. A disp.  Corzo, Santamaria, Araujo, Hurtado, Caceda, Polo, Cartagena, Carvallo, Loyola

All. Gareca

DANIMARCA (4-2-3-1): Schmeichel; Stryger, Christensen (81′ Zanka), Kjaer, Dalsgaard; Kvist (dal 35′ Schone), Delaney; Yussuf Poulsen, Eriksen, Pione Sisto (67′ Braithwaite); N. Jorgensen. A disp. Krohn-Deli,Vestergaard, Knudsen, Dolberg, Jorgensen, Fischer, Lossl, Lerager, Cornelius, Ronnow.

All. Hareide

MARCATORI: 59′ Yacob Poulsen (D).

AMMONITI: Tapia, Delaney.

ARBITRO: Gassama (GAM).