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Nel 1999 Tim Cahill, l’attaccante più prolifico della storia dell’Australia con 50 reti, già giocava e segnava in Europa, al Millwall. Sempre nel 1999 seimila chilometri più a sud di Londra e diecimila più a nord della terra dei canguri, precisamente a Khorramabad, in Iran, nasceva l’attaccante che gli siederà a fianco, in panchina, in questi Mondiali.

Daniel Arzani, diciannove anni compiuti lo scorso 4 gennaio, sarà il calciatore più giovane di Russia 2018. “È un grande talento e può fare la differenza – ha detto il CT van Marwijk dal ritiro di Kazan – Certo non è ancora pronto per giocare a questi livelli ma ha dato prova che può fare la differenza in 25 minuti”.

Ad essere precisi gliene sono bastati 23 per convincere tutti. Convocato per la prima volta in nazionale appena una settimana fa, ha fatto il suo esordio contro la Repubblica Ceca, a 6’ dal termine. Contro l’Ungheria invece ci ha messo appena un minuto per entrare e segnare il suo primo gol. Un destro a rientrare da fuori area, con complicità del portiere.

Daniel Arzani, ruolo e caratteristiche

Indifferentemente ala sinistra o destra, abile a muoversi anche da trequartista, agile e tecnico, fa dell’accelerazione e della fantasia le sue doti migliori. “Mi piace dribblare, mi piace andare incontro all’avversario. Credo che la maggior parte del tempo i difensori la passano a pensare come incastrarmi”. Daniel sa di essere forte, gli occhi di gran parte della nazione sono su di lui, è l’astro nascente del movimento calcistico australiano. “Io dico che ha un’arroganza positiva, buona, di chi vuole la palla e sa come giocarla con chi ha intorno” dice la leggenda dei Socceroos Tony Vidmar. È stato lui, quando era responsabile dell’Australian Institute of Sport di Canberra, a portarlo nelle nazionali giovanili e a fargli fare tutta la trafila dall’U-17 all’U-23.

Un apprendistato tecnico che gli è servito per disciplinare quello spirito libero, quello stile gioioso e irregolare che solo chi gioca in strada può avere. “Andavo pazzo per il calcio, in Iran. Quando avevo sette anni giocavamo in strada ore e ore. Poi siamo andati in Australia e mio fratello Ben ha iniziato a giocare in un campionato giovanile di Sidney, ma ero troppo piccolo”. Daniel va comunque al campo con il fratello e lo aspetta fuori, passa il tempo a seguire la palla fuori dal campo. Come succede per quelli forti davvero, ogni tanto lo chiamano, anche se è più piccolo, per fare le squadre pari. E Arzani non la fa vedere a nessuno.

L’ascesa di Daniel Arzani

La sua famiglia fa avanti e indietro per l’Iran, fino a quando non si stabilisce nella periferia nord di Sidney, ad Artarmon. Qui inizia a giocare con il Coogee United e poi con l’Eastern Suburbs, fino ad arrivare al Melbourne, con il quale ha messo a segno 2 reti in 26 presenze quest’anno, vincendo il Young Footballer of the Year. Al fotofinish il CT van Marwijk lo ha preferito al suo coetaneo Sebastian Szymanski, nato il 10 maggio 1999. E Arzani non solo è il calciatore più giovane della storia australiana, è anche l’unico atleta nato in Iran ad indossare scarpini di marchio Nike. In seguito all’embargo imposto da Donald Trump nei confronti della nazione iraniana, la multinazionale sportiva ha costretto gli uomini di mister Queiroz a comprarsi scarpini e materiale tecnico in giro per Mosca, come dei semplici turisti. Arzani, invece, il turista in Russia proprio non lo vuole fare. È la sua prima grande occasione, se la giocherà in una manciata di minuti.

di Lamberto Rinaldi