SHARE
Gimènez esulta dopo il gol contro l'Egitto - FOTO: Twitter

Nel famoso film Una settimana da Dio, il noto attore Jim Carrey si ritrovava a condividere gli stessi poteri – ma anche le similari responsabilità – della figura dell’Altissimo. E, almeno all’inizio, si trattò per il suo personaggio di un’esperienza esaltante. La storia degli ultimi 7 giorni di José María Giménez de Vargas, difensore uruguaiano dell’Atletico Madrid, sembra riprendere almeno parzialmente le dinamiche divine di quella famigerata commedia americana con tanto di lieto fine. Al centro delle vicende calcistiche del suo club e della sua Nazionale in tempi relativamente brevi, Giménez ha vissuto giorni molto intensi e al tempo stesso decisamente felici. Una settimana da Dio che, magari, potrà delineare il suo futuro in maniera determinante per lui e per il calcio, ormai chiaramente pronto per accoglierlo come uno dei migliori del mondo.

La settimana perfetta di Gimenez: dal rinnovo con l’Atletico Madrid al gol nel Mondiale

Gimènez con la maglia dell’Atletico Madrid – FOTO: Atletico Madrid

Il gol decisivo per la vittoria dell’Uruguay sull’Egitto, siglato qualche ora fa all’ultimo minuto di gara, è soltanto la ciliegina sulla buonissima torta di una stagione altrettanto gustosa per Giménez, sviluppatasi ad altissimi livelli non solo per quanto concerne l’aspetto singolo ma anche per i meccanismi di squadra. Stagione dura ma fruttuosa per il difensore di 23 anni dei colchoneros: l’ex centrale del Danubio ha giocato 38 partite spalmate in 4 competizioni con il suo club, mettendo a referto anche 2 gol e 2 assist. L’annata ha portato nella bacheca del club l’Europa League vinta in finale contro il Marsiglia, il terzo trofeo vinto da Gimènez con la casacca della squadra di Simeone. La differenza principale rispetto al passato sta nel fatto che il calciatore sembra aver finalmente trovato una grande continuità con la maglia del suo club: questa, infatti, è stata la stagione con più presenze di Gimènez nella sua avventura spagnola. Nella precedente annata (così come in quella 2014-2015) all’Atletico il ragazzo aveva giocato 9 partite in meno, mentre nel 2015-2016 aveva quasi raggiunto (ma non eguagliato) il numero di incontri disputati, fermandosi a quota 37. Messaggio chiarissimo da parte del club, un’investitura importante dopo una stagione precedente tormentata anche da qualche problema fisico. Un profilo come quello di Gimènez risultava, ovviamente, piuttosto appetito in chiave calciomercato: giovane, forte fisicamente, bravo nel gioco aereo e discreto nell’impostazione. L’identikit perfetto del centrale difensivo moderno, dunque. L’Atletico Madrid, però, come dimostrato in questi anni, non ha alcuna intenzione di smantellare la squadra e ha deciso di ignorare le pesanti sirene estere rinnovando il contratto del calciatore fino al 2023, dopo 4 stagioni complessive in cui Gimènez ha collezionato con il club 135 partite ufficiali, segnando 6 gol e servendo 7 passaggi decisivi ai compagni. Inoltre, con Gimènez in campo l’Atletico Madrid può vantare una media punti a partita di 2,14, mentre il calciatore stesso ha ormai superato abbondantemente i 10’000 minuti giocati con il club. Qualora rispettasse il contratto, Gimènez trascorrerebbe 10 anni esatti all’Atletico Madrid, arrivando a 28 anni d’età. Una scelta potenzialmente di vita, che potrebbe però in seguito mettere davanti a un piccolo bivio il ragazzo per un finale di carriera da giocare magari a livelli più bassi ma anche con diverso blasone. Il tutto, nel bel mezzo di un Mondiale di grande importanza per l’Uruguay: nell’ultima esperienza, quella del 2014 in Brasile, gli uomini di Tabarez furono eliminati agli ottavi di finale dalla Colombia e da James Rodriguez, dopo aver a loro volta eliminato l’Italia ai gironi. In generale, la Celeste insegue una vittoria Mondiale che manca addirittura dal 1950, anno nel quale c’è da registrare persino l’ultima finale dell’Uruguay in un Campionato del Mondo. Il girone è parso a tutti comunque abbordabile, con la Russia a rappresentare un’incognita esclusivamente per il fattore campo, l’Egitto fastidioso soltanto in caso di impiego di Salah e un’Arabia Saudita costretta al ruolo di sparring partner. La partita con gli africani pareva complicarsi anche senza il fuoriclasse del Liverpool. Poi, però, ci ha pensato proprio Gimènez a scacciare i fantasmi di un pareggio deludente con la specialità della casa, il colpo di testa in elevazione. Andando così a chiude un cerchio ideale fatto di gioie e soddisfazioni non solo per il presente ma anche per il futuro, con l’Uruguay praticamente già lanciato verso gli ottavi di finale e l’Atletico Madrid sempre più consolidato nell’Olimpo del calcio moderno.

I meriti dell’Atletico Madrid

Da sottolineare, in tutto ciò, la grande bravura dell’Atletico Madrid. I colchoneros, evidentemente anche un po’ fortunati oltre che bravi, hanno ritenuto opportuno prolungare l’accordo con Gimènez prima di una manifestazione in cui il ragazzo – come poi già accaduto dopo la prima partita – poteva mettersi in mostra al fine di scatenare un’asta tra le più tese dell’estate. A soldi potenzialmente facili l’Atletico ha anteposto la volontà di continuare a costruire un progetto tecnico (leggasi anche la situazione Griezmann) per tornare magari a vincere la Liga e a inseguire quel sogno, chiamato Champions League, sfumato due volte negli anni recenti contro i cugini del Real. E lo farà con un talento in più, a guardia di una difesa ormai granitica grazie anche agli insegnamenti della chioccia Godin, calciatore fondamentale nella crescita di Gimènez sia in Nazionale che nel club. Il futuro e il presente sono radiosi per uno dei giovani difensori più forti del mondo. Adesso arriva però la sfida più difficile: quella della conferma. Per continuare a vivere altre settimane come un Dio del pallone.