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Così, tutto d’un fiato, un brindisi all’inizio del Mondiale, cominciato subito con un messaggio molto chiaro: ci sarà da divertirsi. Lo ha detto Robbie Williams aprendo la cerimonia inaugurale con “Let Me Entertain You” e lo ha sottoscritto in pieno il Paese ospitante, che si è messo addosso gli occhi del mondo in un momento molto caldo e si è regalato l’avvio migliore possibile. Raramente si è visto Putin così sorridente e c’è da capirlo, perché ha visto la sua Russia offrire un’immagine molto positiva, sia in termini organizzativi che soprattutto sul piano calcistico, quello che lasciava maggiori dubbi.

Russia-Arabia Saudita: la vittoria di Cherchesov e il talento di Golovin

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Va detto, l’Arabia Saudita del malcapitato Pizzi non è avversario realmente probante, però una squadra reduce da sette partite senza vittorie è letteralmente risorta nel momento cruciale, riproponendo a tratti addirittura un calcio ispirato, come non si vedeva fare da tanto tempo agli eredi di una scuola di grande tradizione ma assopita da diversi anni. Ha avuto ragione su tutta la linea il contestato CT Cherchesov, che prima aveva minimizzato la crisi dicendo che la sua squadra sarebbe stata pronta per la competizione e poi ha azzeccato tutte le mosse: la scelta di far partire titolare Gazinsky che ha regalato alla storia il primo gol di Russia 2018, quella di inserire Cherishev – autore di una smagliante doppietta – a metà del primo tempo per l’infortunato Dzagoev e anche quella di mandare in campo dalla panchina Dzyuba, che ha confermato i suoi crismi di talento pazzo e ora si candida a diventare il titolare nel ruolo di centravanti, rimasto dolorosamente vacante per il grave infortunio di Kokorin e interpretato senza una prova convincete da Smolov.

Evidentemente, Cherchesov ha un feeling incredibile con questa manifestazione: al debutto da CT ha centrato un 5-0 mentre da giocatore ha partecipato a una sola partita, quella del 1994 contro il Camerun in cui Oleg Salenko diventò il primo e fin qui unico calciatore a calare un pokerissimo in un match di Coppa del Mondo. Cinque gol, come quelli con cui la Russia ha regalato alla propria gente l’inizio di un sogno, e a proposito di sogni è emblematico che l’ultima rete sia arrivata su un calcio di punizione di Golovin, il ventiduenne più osservato d’Italia in questa partita, che ha sfruttato la vetrina nel migliore dei modi, con due assist, una rete di grande qualità e una prestazione in cui ha confermato di avere un tasso tecnico significativo e la giusta personalità per avere futuro.

Le partite della seconda giornata

La sensazione, in ogni caso, è che forse non sia ancora pronto per migliorare la Juventus attuale, di sicuro però può essere uno dei cavalieri di una Russia che ha dato subito a questo Mondiale un passo spedito e messo ancora più sale sul match che apre il programma odierno, un Egitto-Uruguay che non solo mette di fronte le squadre che hanno vinto più titoli continentali in Africa e Sudamerica, non solo mostrerà il debutto mondiale di Salah, Cavani e Suarez, non solo accoglierà il giocatore più anziano della storia della Coppa del Mondo se il quarantacinquenne portiere El Hadary metterà piede in campo, ma rappresenta anche un match-ball in questo Gruppo A, visto che il +5 di differenza reti conquistato dalla Russia alla prima uscita le dà un virtuale mezzo punto in più su cui contare. Poi ci sarà Iran-Marocco, esotico e tesissimo prologo del primo grande clou, il faccia a faccia fra il Portogallo del Pallone d’Oro e la Spagna del grande caos. È iniziato il Mondiale. Brindiamo alla russa, “na zdorovie!” e allacciamo le cinture.