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L'esultanza di Antonio La Gumina, 11 gol stagionali con il Palermo. Fonte - www.palermocalcio.it

Senso di appartenenza, spirito di sacrificio, voglia di emergere. La gara di andata della semifinale playoff del campionato di serie B  ha visto un unico grande protagonista, capace di trascinare il Palermo nella rimonta sul Frosinone davanti ai 30 mila del Barbera vestito a festa. Palermitano doc, prodotto del settore giovanile rosanero, s’è preso la squadra sulle spalle nel momento più delicato come fanno i veterani, senza scomporsi più di tanto né farsi coinvolgere dal punto di vista emotivo. A ventidue anni, Antonino La Gumina sembra finalmente esploso. Sta confermando tutto quanto di buono lasciato intravedere ai tempi della Primavera finalista nel 2016 al Torneo di Viareggio. Una maturazione evidente, certificata dai numeri e dalla capacità con la quale riesce a liberarsi dalla marcatura avversaria, caratteristica tutt’altro che scontata per un ragazzo così giovane.

La Gumina, il golden boy rosanero

Era dai tempi di Gaetano Vasari, indimenticata ala d’attacco vecchio stampo, che un palermitano non arrivava in prima squadra, nonostante il settore giovanile rosanero sia considerato tutt’ora tra i più floridi dell’intero panorama nazionale. La retrocessione in B e i tempi di magra dell’era Zamparini hanno permesso l’inserimento in rosa di alcuni elementi provenienti dalla Primavera, come Luca Fiordilino, che hanno certamente portato il loro essere palermitani all’interno dello spogliatoio, rendendo più consapevoli anche i più esperti dell’importanza di riconquistare quanto prima la massima serie. Della squadra protagonista due anni nel Torneo di Viareggio – battuta 3-2 in finale dalla Juventus di Fabio Grosso – è rimasto soltanto La Gumina, capocannoniere del torneo e eletto “Golden Boy” della manifestazione. Un soprannome che ben gli si addice, visti i 45 gol in 59 partite complessive segnati nel biennio 2014/2016 in Primavera, segno già all’epoca inequivocabile di talento precoce su cui puntare concretamente in prospettiva. Ceduto in prestito alla Ternana, dopo un buon inizio, ha dovuto arrendersi a un infortunio al collaterale del ginocchio che l’ha tenuto ai box per diversi mesi, prima di rientrare giusto in tempo per contribuire alla storica salvezza in rimonta firmata dai ragazzi di Liverani. Tornato al Palermo, nel frattempo retrocesso in B, ha sfruttato al meglio l’opportunità di giocarsi le proprie chance offertagli da Tedino, sulla panchina rosanero fino all’esonero dell’aprile scorso. Nonostante la folta concorrenza è riuscito a ritagliarsi minuti importanti, sbocciando definitivamente con l’arrivo della primavera (tre reti consecutive con Novara, Carpi e Entella). Con Stellone è sempre stato schierato da titolare, relegando in panchina attaccanti del calibro e dell’esperienza di Nestorovski e Trajkovski, ma soprattutto ricambiando la fiducia del suo allenatore con ben 6 gol nelle ultime 7 gare (compresi i due messi a segno in questi playoff con Venezia e Frosinone).

“A” un passo dal sogno

Attaccante rapido, dotato di ottima tecnica di base, La Gumina agisce indifferentemente da prima o seconda punta a seconda delle esigenze, dimostrando un buon affiatamento con il proprio partner offensivo. In questo senso, occorre riguardare l’azione della rete del momentaneo pareggio del Palermo nella gara d’andata, per comprendere fino in fondo il suo modo di interpretare il ruolo quando la squadra è in possesso palla. Staccandosi dalla marcatura dei centrali avversari, La Gumina riceve palla al limite dell’area di rigore da Coronado e con un destro preciso batte Vigorito, realizzazione per altro molto simile a quella sul campo del Venezia qualche giorno fa in occasione del primo atto della semifinale. Al netto di un fisico tutt’altro che imponente, riesce comunque a farsi sentire nell’area avversaria, abbinando la tipica scaltrezza del bomber consumato alla freddezza nel sentenziare implacabilmente il portiere. Non è un mistero del resto che su di lui abbiano messo gli occhi alcuni importanti club di serie A (Sampdoria e Bologna su tutte), pronti a strapparlo alla casa madre, luogo dal quale in ogni caso sarà difficile portarlo via facilmente. Il suo futuro passa inevitabilmente da Frosinone, laddove una città intera farà il tifo per quel ragazzo biondo platino figlio di una terra difficile, quasi obbligata a cercare la propria rivincita nello sport.