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stadio della roma

È un terremoto politico e giudiziario quello che da ieri mattina si è abbattuto su Roma. Al centro dell’operazione Rinascimento, scattata alle prime ore dell’alba con 9 arresti e 26 indagati, c’è l’iter burocratico e amministrativo per la costruzione dello Stadio della Roma. Tra le persone finite in manette il costruttore Luca Parnasi, l’avvocato Luca Anzalone, il Vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio, Adriano Palozzi, e gli ex proprietari del terreno di Tor di Valle, Gaetano e Umberto Papalia. Nessun dipendente della Roma risulta indagato.

Nuovo stadio Roma: corruzioni e tangenti, le manovre scoperte dalla Procura

Il procuratore Paolo Ielo ha spiegato come l’inchiesta nasca dalla “corruzione continua nel tempo e nello spazio del gruppo Parnasi. Una corruzione sistemica che parte dal versante privato, con contanti che girano e fatture inesistenti. C’è un nuovo tipo di tangente: l’assunzione di parenti o amici. Il metodo corruttivo si basava su un forte investimento sui politici, in parte lecito e in parte illecito”. Tra proposte di case e promesse di posti di lavoro, uomo centrale della vicenda insieme a Luca Parnasi è Luca Anzalone, presidente Acea e consulente dell’Amministrazione Comunale capitolina per la questione stadio. “C’è stata insensibilità sociale. Per esempio è emerso dalle intercettazioni che sul ponte dovevano essere omesse delle criticità sul traffico. Tutta la corruzione inizia da quando arriva Lanzalone a preoccuparsi del progetto. Era di fatto un funzionario del Comune di Roma ma è stato remunerato da Parnasi con incarichi opacizzati”.

Progetto Stadio a rischio. Ecco cosa succederà

Lo scenario futuro è assolutamente critico per lo Stadio della Roma. Visto il coinvolgimento diretto del numero uno della società proponente, la Eurnova di Luca Parnasi, il Comune di Roma si troverà costretto a sospendere l’approvazione della Variante al Piano Regolatore Generale fino ai necessari chiarimenti del caso, che accerteranno la regolarità del processo amministrativo. Molto critico in un tweet Ferdinando Magliaro, giornalista de Il Tempo che ha seguito passo dopo passo la vicenda Stadio: “Iter congelato per norme anticorruzione, la ripresa non sarà di certo breve e bisogna accertare la correttezza del procedimento”. Nella serata di ieri anche le parole di Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale: “Dobbiamo assumere tante informazioni, sul proseguimento del progetto stiamo cercando di capire come e se si va avanti”.

Pallotta e il futuro: “Non sono preoccupato, lo Stadio si farà”

Il procuratore Ielo ha voluto, inoltre, ribadire la totale estraneità della Roma ai fatti. Per questo il presidente giallorosso si è detto “Non preoccupato. Tutto ciò non avrà alcuna influenza sullo stadio”. La realtà dei fatti però, appare diversa. Morto o meno, il progetto per la costruzione dello stadio è fortemente compromesso. Bisognerà dimostrare la lucidità del procedimento amministrativo e in caso ripartire da dove ci si era fermati. Oppure ricominciare da capo, per la terza volta. Ritardi certi e tempi dilatati. “Se venderò la Roma? Non l’ho mai detto – risponde Pallotta a Il Romanista – solo in caso di ritardi, ma non vedo perché debbano esserci, visto che la Roma non ha fatto niente di male”. Ma a scricchiolare adesso non sembra soltanto lo Stadio, ma la stessa proprietà americana della Roma.

di Lamberto Rinaldi