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Il nuovo allenatore del Real Madrid è Julen Lopetegui, è lui l’uomo scelto per guidare i Blancos dopo l’addio di Zinedine Zidane. Una soluzione sorprendente e inaspettata che ha spiazzato tutti, compresa la Federazione spagnola. Lopetegui era infatti in procinto di guidare le Furie Rosse ai Mondiali in Russia (debutto venerdì contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo), ma l’accordo tra il ct e il Real Madrid non è affatto piaciuto. A poche ore dall’inizio della manifestazione mondiale, il presidente della Federazione Luis Rubiales ha deciso di sollevare dall’incarico Lopetegui. Una decisione drastica come annunciato in conferenza stampa: “Siamo stati costretti, obbligati ad esonerarlo. Deve essere un messaggio chiaro per tutti i lavoratori della federazione. La forma con cui si fanno le cose è importante, nessuno può andare oltre le reazioni. Ho parlato con tutti quelli con cui dovevo parlare prima di prendere questa decisione”. Lo stesso Rubiales ha precisato di essere stato informato solo cinque minuti prima che il Real Madrid ufficializzasse tramite comunicato l’accordo con il nuovo allenatore. Uno sgarbo che ha portato alla rottura. Lopetegui aveva da pochi mesi firmato un rinnovo fino al 2020 e il Real Madrid ha pagato una clausola di 2 milioni di euro per liberarlo dall’accordo.

Lopetegui al Real Madrid. Dopo Mourinho, un altro uomo di Mendes

Uno scenario surreale che condanna inevitabilmente Jules Lopetegui. A lungo uomo della federazione e già vincitore di un Europeo Under 21, ha agito alle spalle della sua nazionale a poche ore dalla prima partita del Mondiale. Dietro c’era il pressing di Florentino Perez che smaniava dalla voglia (e necessità in pieno stile Blancos) di annunciare il nuovo allenatore quanto prima e il fascino del club più importante della storia, ma c’è altro in questa storia. Il vero regista dell’operazione è stato ancora una volta Jorge Mendes, agente di Cristiano Ronaldo e uno degli uomini più potenti del calcio. Tra i suoi assistiti infatti c’è anche Lopetegui. Una partnership che portò l’allenatore a guidare il Porto nel maggio 2014. Un sodalizio non esaltante durato una stagione e mezza nella quale riuscì nell’impresa di non vincere un titolo, al punto tale da venire esonerato nel gennaio 2016, con la squadra al terzo posto in Primeira Liga. Con i Dragoes riuscì però a porre le basi per un nuovo ciclo, la stessa missione che avrà nel Real. Quello che insospettisce è il ritorno in pompa magna proprio di Jorge Mendes come “collaboratore” del Real Madrid. L’agente portoghese era stato il regista dell’arrivo di José Mourinho ai Blancos, con l’arrivo di altrettanti giocatori della sua scuderia (un obbligo per chi si affida a Mendes). Tutto era nelle sue mani, infatti resta celebre uno sfogo del presidente Perez sulla della gestione dei due e sulla mancanza di potere decisionale (“mancava solo che lasciassi le chiavi del centro sportivo”). Oggi invece arriva il dietro front, un ritorno al passato che potrebbe scandire ovviamente anche il prossimo calciomercato. E si pensa ovviamente alla querelle Cristiano Ronaldo e alla possibilità di vederlo ancora con i Blancos. Dare maggiore potere al suo agente per trattenere il cinque volte Pallone d’oro. Inoltre il Real Madrid ha recentemente orientato la propria politica di trasferimento verso i giovani talenti spagnoli, con Dani Ceballos, Marcos Llorente e Borja Mayoral. Il miglior lavoro di Lopetegui fino ad oggi è stato proprio con le nuove stelle della Spagna. Infine Casemiro conosce bene il nuovo allenatore, avuto ai tempi del Porto.

Che ne sarà della Spagna?

Ad oggi però resta il caos creato con la nazionale spagnola. Secondo fonti locali i giocatori hanno provato a convincere la Federazione e a trattenere Lopetegui per non gettare al vento due anni di lavoro. Gli unici a conoscere dell’accordo del ct con il Real Madrid erano i sette blancos presenti tra i convocati: Dani Carvajal, Lucas Vazquez, Marco Asensio, Isco, Nacho Fernandez, Jesus Vallejo e Sergio Ramos. Proprio il capitano ha esternato tutte le motivazioni del gruppo, del resto ci si gioca un Mondiale. Tutti tentativi vani e che a questo punto creano un punto interrogativo enorme sulle sorti della Spagna a Russia 2018. Una squadra pronta a riscattare la figuraccia di quattro anni fa e che aveva tutte le possibilità di vincere il mondiale. Ora però si ritrova a poche ore dal calcio d’inizio della prima partita a dover lavorare con un altro ct (Fernando Hierro, dirigente ma con il patentino di allenatore) e con tutti gli imprevisti del caso. Una scelta davvero sbagliata dal punto di vista della tempistica sotto tutti i punti di vista.