SHARE
David Odonkor Germania Mondiali
David Odonkor (Foto: Baron/Bongarts/Getty Images)

In tanti ricorderanno a proposito dei  Mondiali di Germania 2006 il velocissimo esterno della Nazionale tedesca, David Odonkor. Tanto rapido quanto fragile, Odonkor nacque a Bünde, cittadina della Westfalia dove venne al mondo il 21 febbraio 1984. Odonkor giocò i Mondiali di casa 8 anni fa contraddistinguendosi per le sue folate sulla fascia alle quali però quasi mai seguivano giocate concrete…cronica era la difficoltà nell’azzeccare un cross nel mezzo e spesso e volentieri anche un semplice passaggio ad un compagno distante pochi passi. Da bambino però Odonkor stupiva tutti per il talento e le doti atletiche, tanto che a 13 anni il Borussia Dortmund volle fortemente aggregarlo alle proprie formazioni giovanili. E l’esordio in Bundesliga sarebbe giunto non molto tempo dopo a 18 anni. Nel mezzo giungono convocazioni su convocazioni in tutte le rappresentative della Germania sino all’approdo nella Nazionale maggiore di Jurgen Klinsmann. A livello di club Odonkor resta in giallonero fino al 2006, giocando però con molta discontinuità (75 presenze totali e 2 soli gol, partendo non poche volte dalla panchina).

Germania, Odonkor il pioniere

Tanti km, pochi dribbling riusciti ed innumerevoli giocate sbagliate giustificano il suo impiego con regolarità nella sola stagione 2003-2004. Alla Coppa del Mondo del 2006, dove la Germania fu scaraventata improvvisamente fuori dal sogno di accedere alla finale tra le mura amiche dal solito spauracchio Italia, va detto che Odonkor tra i tanti sgorbi scarabocchiati spesso e volentieri in campo qualcosa di buono lo fece, per esempio quando contro la Polonia nella fase a gironi con una sua giocata, manco a dirlo in velocità, servì il compassato bomber Oliver Neuville per il gol del vantaggio teutonico proprio al 90′. Uno dei meriti di Odonkor poi è quello di aver sdoganato, assieme all’ormai 35enne attaccante dello Schalke 04, Gerald Asamoah, la successiva generazione di fenomeni di casa Germania dalle radici estere, con i vari Ozil, Gundogan, Muller e soci che oggi giocano stabilmente ad alti livelli. Purtroppo però i tedeschi si ricordano di lui anche come propiziatore involontario dell’1-1 per l’Italia della famosa partita di semifinale a Dortmund: il sigillo firmato Fabio Grosso era giunto da un calcio d’angolo scaturito proprio da uno scriteriato pallone perso da “Forrest Gump” Odonkor. Il giorno dopo ci finì lui sulla prima pagina del quotidiano nazionale “Der Spiegel” con tanto di pianto disperato e titolone: “Un sogno finito in lacrime”. La carriera di Odonkor sarebbe potuta essere anche migliore rispetto al Borussia Dormund, indubbiamente più modesto della bella squadra che oggigiorno tutti ammirano. Odonkor giocò in seguito per Betis Siviglia, Alemania Aachen e l’Hooverla: in molti imputano al suo primo procuratore di aver speculato sulla carriera del ragazzo proponendolo a tutte le big di Europa a prezzi folli. Mal consigliato, con tanti soldi facili per le mani, la frittata era fatta. in più ai Mondiali 2006 Odonkor ci arrivò senza far parte del gruppo che era stato concepito per la rassegna iridata, con Klinsmann che non lo aveva mai convocato nelle amichevoli pre-Mondiali salvo poi chiamarlo nell’ultimo test match del 30 maggio 2006 contro il Giappone, proprio grazie alla sua velocità.

Odonkor, una stella rotta pronta per la panchina

Odonkor Germania allenatore
David Odonkor (Foto: picture-alliance/dpa/revierfoto)

In Nazionale poi ci resta fino agli Europei del 2008 ma la sua carriera verrà già irrimediabilmente compromessa da tantissimi pesanti infortuni: L’esperienza in Spagna col Betis Siviglia dal 2006 al 2011 è quanto di peggio ci possa essere: solo 51 partite, ovviamente quasi nessuna da titolare, e ben tre gravi incidenti allo stesso ginocchio. Alla fine gli infortuni che gli impediranno di calcare i campi per molti mesi saranno ben otto in sei anni, con tre interventi chirurgici e tante, faticosissime terapie e riabilitazioni. Chiuderà la sua sfortunata carriera a settembre 2013 in Ucraina con l’Hoverla dopo aver provato due stagioni prima a ripartire con il piccolo TuS Dornberg di Bielefeld, per il quale aveva accettato di giocare gratis, ricevendo invece il minimo sindacale. Viene da chiedersi cosa avrebbe potuto fare con quell’integrità fisica che non ha mai avuto e con dei piedi un pò più educati. Per Odonkor, veloce in campo e velocissimo a farsi male, è già cominciata una nuova carriera, quella di allenatore. Sperando che non si faccia male sedendosi in panchina.