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FOTO: Twitter

Sembrano passati quasi millenni dall’Udinese stupefacente e brillante che si insidiava tra le pieghe delle migliori squadre d’Europa, ritagliandosi un ruolo da protagonista persino in Champions ed Europa League. Eppure, in realtà, il tempo trascorso è stato molto più breve. In questi anni, però, il progetto dell’Udinese si è radicalmente modificato, arrivando quest’anno al suo picco (momentaneo?) di ridimensionamento: tre tecnici stagionali, una salvezza raggiunta alla penultima giornata e un campionato – in termini generali – avaro di grandissime soddisfazioni nonostante alcuni elementi molto validi a portare alta la bandiera della squadra durante la stagione. Uno dei principali accusati di una situazione che sembra non vedere la luce è proprio il patron Giampaolo Pozzo, proprietario del club dall’ormai lontano 1986. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata rappresentata dall’ingaggio di Julio Velàzquez, allenatore spagnolo ex Villarreal e Betis che l’anno scorso ha svolto un campionato mediocre nella seconda divisione spagnola con l’Alcorcon. Una mossa ritenuta decisamente insufficiente dai tifosi friulani, che vedono nell’Udinese un’amante tradita dalle sirene inglesi della Premier League e del Watford, altro club della famiglia Pozzo.

Udinese, la storia d’amore con Pozzo sembra ridimensionata: il Watford e la Premier League le nuove mete ambite

gerard deulofeu watford
Gerard Deulofeu, nuovo acquisto del Watford

Ormai da anni la percezione a Udine è molto chiara. Per la maggior parte dei tifosi e degli addetti ai lavori l’affetto dei Pozzo per il club sta andando a scemare e i risultati ottenuti (o meglio, non ottenuti) nel corso di questi anni dicono molto su quanto questa tesi possa trovare riscontri nella realtà. Nonostante il progetto della Dacia Arena, che pareva lo scatto decisivo per dare all’Udinese un piano di rilancio sensazionale tramite uno stadio rifatto da zero e degli sponsor solidi alle spalle, la situazione del club è andata via via sempre peggiorando. Soprattutto il tasso tecnico della squadra pare essersi livellato verso il basso. In particolare, all’Udinese stanno mancando non solo i calciatori giovani di grandissimo valore presi negli anni scorsi ma anche le mega plusvalenze generate dalla vendita dei giocatori stessi, comprati con pochi spiccioli e rivenduti a peso d’oro. Bloccato questo meccanismo, il “potere” dell’Udinese ha iniziato a scemare clamorosamente, con la squadra che quest’anno ha rischiato seriamente di tornare in Serie B a 24 anni dall’ultima volta. L’Udinese sembra in realtà “vittima” di un meccanismo molto più complesso, che non la riguarda solo a livello personale ma che abbraccia svariati aspetti economici e finanziari. Da molti anni, infatti, i Pozzo hanno deciso di investire i propri capitali anche in squadre sportive estere. I due esempi più eclatanti restano, ancora oggi, quelli di Granada e Watford. Se l’esperimento nella Liga spagnola, però, ha trovato una fine poco gloriosa (con il club ridotto praticamente a una squadra B dell’Udinese e venduto a Desports dopo 7 anni), quello del Watford sembra aver attirato maggiormente l’interesse dei proprietari italiani. I motivi, ovviamente, possono risiedere princialmente nell’aspetto spettacolare che l’Inghilterra sa regalare alla sua Premier League. Il campionato di massima divisione inglese, infatti, non solo regala una visibilità molto maggiore rispetto a quello italiano ma anche entrate monetarie maggiormente elevate, soprattutto per quanto concerne la questione dei diritti televisivi e dei ricavi in termini di merchandising. Certo, non tutto sembra essere rose e fiori, tanto è vero che nel marzo di quest’anno un’inchiesta de La Repubblica ha provato a far luce sulla gestione del club, spiegando come – secondo le info raccolte – ci sarebbe stato un drenaggio di capitali per incassare i diritti tv della Premier League. A livello sportivo, comunque, il Watford ha immagazziato un profondo percorso di crescita da quando i Pozzo risultano proprietari: il club è passato dalla Championship a delle salvezze più che tranquille in Premier League, con l’obiettivo di provare a sfondare anche il muro delle zone europee. E, nel farlo, la dirigenza ha messo mano al portafoglio dando chance ad allenatori ritenuti capaci (come Sanchez-Flores, Mazzarri e Javi Garcia) e acquistando giocatori in cerca di riscatto, soprattutto dall’Italia (in questi anni sono stati presi i vari Zuniga, Okaka, Holebas, Pereyra, Karnezis e Britos, tra gli altri) ma anche da altri campionati (uno su tutti: Deulofeu, recentemente riscattato dal Barcellona). L’impressione – che per ora resta tale ma che difficilmente, vista la situazione, può essere smentita – è quella di una famiglia Pozzo la cui priorità sembra adesso quella di investire principalmente nel Watford (e quindi in un salto di qualità nella Premier League) e non nell’Udinese, club evidentemente considerato meno appetito a livello di appeal e di notorietà europea.

Troppo a destra

Ovviamente, sarà il campo a dover poi esprimere un verdetto chiaro sulla situazione. Il pessimismo friulano sembra comunque essere pienamente condivisibile: da ormai cinque stagioni, infatti, l’Udinese non finisce nella parte sinistra della classifica (ultima volta nel 2012-2013, quinta piazza in campionato). Sarà proprio il prossimo campionato, probabilmente, a dare la misura della reale gravità della situazione, per capire se l’Udinese è stata davvero lasciata brutalmente o se il Watford potrà rivelarsi solo un amore passeggero, per quanto intenso.