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Il quarto squillo di questo calciomercato di Monchi si chiama Justin Kluivert, classe 1999. Figlio d’arte, età giovanissima, qualità tecniche presumibilmente da futuro top player: il nuovo acquisto della Roma è stato sponsorizzato come uno dei wonderkid più promettenti del panorama under 21 mondiale. A diciannove anni Kluivert si appresta a disputare la sua terza stagione da professionista stavolta lontano da quell’Amsterdam Arena in cui aveva segnato 14 gol in 56 presenze.

Con i Lancieri il rapporto sportivo si è interrotto un po’ amaramente, con un tira e molla tra il direttore marketing Van der Sar e il procuratore del giovane Mino Raiola, che alla fine ha avuto la meglio e ha convinto gli olandesi a lasciar partire il ragazzo. Il figlio di Patrick, ex giocatore di Milan e Barcellona, è già sbarcato nella Capitale dopo che Monchi ha trattato per un paio di settimane col club di Amsterdam, iniziando preventivamente una trattativa che avrebbe potuto coinvolgere club più abbienti dei giallorossi.

L’esplosione di Kluivert junior

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Prima che la Roma lo acquistasse, Kluivert aveva veramente tanti estimatori …
FONTE: givemesport.it

Dopo un rilevante percorso tra le categorie giovanili del vivaio dei Lancieri, Justin Kluivert esordisce in prima squadra il 15 gennaio 2017 in Ajax-Zwolle, sostituendo quell’Amin Younes che quest’anno, forse, potrebbe ritrovare in Serie A con la maglia azzurra del Napoli. L’esplosione del talento nato a Zaandam, seppur leggermente graduale, conquista immediatamente piazza, tifosi, stampa e osservatori, che si fiondano sul ragazzo dal cognome rinomato.

I numeri del giocatore ne hanno certificato statisticamente le proprie qualità, con 2334 minuti giocati e un gol ogni tre partite in Eredivisie. Nonostante ciò, nella prima metà di stagione l’ala ha fatto nettamente più fatica a essere titolare, dato che ai tempi i nomi di punta in casa Ajax erano l’ala destra David Neres e il suo corrispettivo a sinistra Amin Younes. Solo col tempo e con il lavoro e sfruttando i problemi creati dal tedesco, Justin ha conquistato una maglia da titolare, che dal 18 novembre, nella partita contro il Nec Breda, non ha più lasciato fino alla fine del campionato.

Dal canto suo, Kluivert può sperare di maturare in un’ala a tutta fascia e diventare uno dei nuovi punti di riferimento della rifondazione Oranje del suo Paese, che punta a ritornare una delle Selezioni top già dal prossimo Europeo.

Justin Kluivert tra Nazionale e Roma

In una delle partite storicamente più dannose per gli almanacchi olandesi, l’ex ct Danny Blind scelse di mandare in campo contro la Bulgaria il classe 1999 Matthijs De Ligt, l’ennesima promessa del calcio olandese. Da quel disastro sportivo che fu, il movimento calcistico olandese ha iniziato a ricodificare i propri sistemi sportivi, lavorando sulla costruzione di un nuovo blocco di giocatori da cui ripartire per arrivare pronti all’Europeo del 2020.

Insieme a De Ligt, Justin Kluivert può e deve essere uno di quei giocatori su cui reggeranno le fondamenta tecniche della nuova Olanda di Ronald Koeman. L’arrivo nel campionato italiano è un’immensa opportunità di crescita per il talento olandese, che a diciannove anni non partirà sicuramente titolare ma può lavorare per esserlo. Justin può diventare un punto di riferimento in uno dei migliori club italiani e d’Europa, aiutato da un allenatore che sa gestire i giovani (vedi Di Francesco a Sassuolo) e in un contesto dove adrenalina e pressione non mancano: per crescere bisogna passare anche attraverso le porte più scomode. Kluivert all’Ajax ha sempre e solo giocato sulla fascia come ala, sia a destra che a sinistra, e per Di Francesco e il suo 4-3-3 l’olandese è letteralmente ad hoc. Fisicamente piccolo (1,71 m) e con un destro miracolato, l’abilità migliore di Justin Kluivert è certamente il dribbling, fulmineo e incantevole allo stesso tempo, a cui lega una velocità impressionante. La sua giocata tipica di allargarsi verso l’out e poi rientrare col piede opposto è una caratteristica molto affine ai canoni di Di Francesco, che focalizza la manovra tattica giallorossa sull’invertire gli esterni.

Il tipico movimento di Kluivert, che si allarga verso l’esterno e poi rientra col destro per il crosso o il tiro. In campionato ha fatto un solo gol da fuori area.

Ovviamente l’under 21 olandese dovrà lavorare molto sull’aspetto difensivo, sacrosanto in Serie A, ma per quello ci sono ancora un ritiro in Trentino e mesi di allenamenti a Trigoria. È pronosticabile – a meno che non ci si trovi effettivamente davanti a un vero e proprio fenomeno mondiale – che dopo alcuni mesi di rodaggio tattico e fisico col campionato italiano, Kluivert possa effettivamente conquistare la Roma e l’Olimpico, vestendo definitivamente una maglia da titolare. Aiutato dai consigli dei senatori De Rossi e Dzeko, Kluivert può affrontare un’esperienza di crescita formativa, che Monchi spera possa essere all’altezza qualora Perotti venga effettivamente escluso dal progetto romanista. Per Kluivert junior l’imperativo dunque è lavorare e dimostrare, consapevole di poter diventare quel punto di riferimento per la sua Nazionale che lo renderebbe veramente grande. Come papà Patrick.