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paolo guerrero peru

Paolo Guerrero andrà al mondiale, è ufficiale. Ha trionfato l’amore per questo sport, il riconoscimento per il cammino fatto e per tutta la garra messa in campo. Cancellata anche la durissima squalifica. Il sogno di un singolo uomo e di una nazione intera è stato realizzato grazie alla sensibilità dimostrata dai capitani di Francia, Danimarca e Australia: Hugo Lloris, Simon Kjaer e Mile Jedinak.

È bastata una lettera ufficiale alla UEFA. Un grande passo indietro dei piani alti per permettere al condottiero del Perù di prendere parte alla spedizione Russa. Per lui, comunque andrà, sarà un successo.

Il 5 ottobre 2017 il mondo è crollato sotto i piedoni di Guerrero: test antidoping fallito, cocaina riscontrata nelle analisi, dura squalifica e sogni che sfumano come sabbia al vento. A 34 anni e a un passo dall’ultima fatica, un thè, secondo quanto riporta la difesa, ha mandato tutto all’aria. Oggi, sette mesi dopo, tutto è cambiato. Paolo dovrà in ogni caso pagare per quanto successo, ma la squalifica verrà “annullata” in via del tutto eccezionale per questo breve periodo. Il Perù e Gareca ritrovano il loro uomo più importante per crederci ancora e continuare un cammino che finirà nei libri di questo sport. Arriva con la voglia di dare il massimo e onorare la competizione conquistata dopo mille difficoltà. La strada per gli ottavi passa anche e soprattutto dai piedi di Paolo Guerrero, bomber all-time della nazionale e leader indiscusso. Garra, cattiveria, tecnica, freddezza e un pizzico di spregiudicatezza, gli Incas sono pronti ad entrare nella storia.

Paolo Guerrero, la carriera de ‘El Depredador’

paolo guerrero

Attaccante che coniuga un’estrema padronanza del fisico a una tecnica invidiabile, Guerrero si è fatto conoscere a suon di gol e controversie.Cocaina, atteggiamenti discutibili, paura di volare e un palmares niente male: El Depredador è il prototipo perfetto del giocatore sudamericano, un cocktail di estro e follia. Il Bayern lo porta nel calcio che conta, crescendolo nelle giovanili e facendolo esordire in prima squadra a fianco del suo connazionale Pizarro.

È con il passaggio all’Amburgo, nel 2006, che riesce a dimostrare tutto il suo valore e potenziale: saranno 14 i gol segnati a fine stagione, conditi da 8 assist e due semifinali raggiunte. Il club si dovrà arrendere ben due volte al Werder Brema, sia in Coppa sia in Europa League. Paolo è giovane, forte e fondamentale, pronto a fare faville e a ripetersi. I buoni propositi, però, lasciano spazio alla dura realtà. Il crociato fa crack in nazionale, la paura di volare lo porterà a procrastinare il suo rientro in Germania per troppe volte e poi la definitiva rottura con la dirigenza lo allontaneranno dall’Europa per sempre. Prima uno screzio con un tifoso, poi una folle entrata sul portiere dello Stoccarda che gli costerà otto giornate di squalifica.

L’exploit con il Corinthians e il sogno Perù

È luglio 2012 quando firma per il Corinthians e la sua stella torna a brillare. Pochi gol, ma pesanti. Paolo Guerrero dà il meglio nelle competizioni a eliminazione diretta, rivelandosi fondamentale nella conquista della Recopa Sudamericana e del mondiale per club.
Contro Alhy e Chelsea, il match winner è sempre lui. El Depredador si ritrova dall’altra parte del mondo (in Giappone), con 180 minuti a disposizione e nessun margine d’errore: dopo sei anni di egemonia europea, il Corinthians riporta la coppa in Sudamerica. E l’uomo copertina del torneo sarà proprio lui: basteranno due gol, entrambi di testa, a freddare entrambe le rivali. Paolo ha messo da parte la paura di volare andando in cielo, più in alto di tutto e tutti. E ora dopo sei anni vuole far sognare tutto il Perù