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roberto Baggio lettera
Roberto Baggio e la sua lettera ai giovani del 2013

Ben cinque anni fa Roberto Baggio si rendeva protagonista di una comparsata un pò inusuale per un grandissimo del calcio quale è stato, e quale sarà per sempre. Il Divin Codino fu ospite della terza puntata del Festival di Sanremo 2013. Il suo ingresso venne accolto dai versi della poesia di Giovanni Raboni a lui dedicata (”In lode a Baggio”), al quale seguì poi una intervista del conduttore di quella edizione, Fabio Fazio. E quella era stata la parte di quell’intervento che non dovrà mai essere dimenticata. Dopo aver stilato un bilancio della sua carriera (“Direi che è andata bene. Anche se ho subito un gravissimo incidente da giovanissimo. Per tutti i professori non avrei più potuto giocare. Poi la passione ed il sacrificio sono stati determinanti.”), Baggio diede infatti diversi preziosi consigli in una lettera scritta di proprio pugno ai calciatori di oggi. Consigli che devono sempre rimanere attuale.

Roberto Baggio lettera ai giovani: “Abbiate passione”

“Per fare bene c’è il bisogno che in chi gioca a calcio anche ad alti livelli ci sia comunque qualcosa di quando si era bambini”. Infine dopo aver rievocato il riconoscimento a lui assegnato nel 2010 da una commissione dei Premi Nobel per la Pace (il Peace Summit Award 2010, ndr) e le emozioni vissute nel ruolo di ambasciatore della Fao e del suo legame con la politica birmana Aung San Suu Kyi, Baggio aveva assicurato che “il calcio non è una pagina chiusa. È la mia grande passione” ma non rinuncerò nemmeno all’attività umanitaria”. E poi ci fu quella bellissima lettera scritta di proprio pugno e rivolta ai giovani che sognano di diventare calciatori. Ecco il testo e a seguire il video. “Per 20 anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita, ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli. Anche io ero così”.

“E non scordate la gioia ed il coraggio”

roberto baggio
Un giovane Roberto Baggio con l’Italia ad Usa ’94

“Io però senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole. La prima è passione. Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete. La seconda è gioia. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci la sera intorno alla tavola apparecchiata. E proprio dalla gioia nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita. La terza è coraggio. È fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale. E’ necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti, sapendo di aver dato tutto. Di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità”.

“Siate pronti al sacrificio”

“Guardate al futuro e avanzate. La quarta è successo. Se seguite gioia e passione, allora si può anche parlare anche del successo. Di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita quello che si è, nel modo migliore. Questo vale sia per il calciatore, per il falegname, l’ agricoltore o per il fornaio. La quinta è sacrificio. Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia, che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori, grazie al sacrificio, che vi assicuro che non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza il tempo della costruzione. Per questo bisogna che vi alleniate bene adesso: da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo, gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio, non fidatevi è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà”.