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ziyech ajax

Dei 23 giocatori scelti da Hervè Renard per l’avventura del suo Marocco in Russia, appena 6 sono nati nei confini nazionali. Benatia, Fajr e Belhanda in Francia, Achraf a Madrid, Bounou addirittura a Montreal, in Canada. La più numerosa è la fazione olandese, con 4 giocatori. Tra questi, Hakim Ziyech, il mancino dell’Ajax che ha stregato il DS della Roma Monchi. Non una semplice cottarella, di quelle che durano una sera e poi te le scordi, ma un amore a prima vista, che mette le radici già dai tempi di Siviglia, quando il marocchino giocava ancora nel Twente. Era il 2016, avanti indietro tra Spagna e Olanda, magari incrociando lo stesso Walter Sabatini, volato ad Amsterdam, negli stessi mesi, a presentare un’offerta ufficiale per il club giallorosso: 9 milioni, rifiutati.

Hakim Ziyech: ruolo, caratteristiche e statistiche

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Due anni dopo, la trattativa continua. E i contatti si sono intensificati negli ultimi mesi: il suo procuratore, Moustapha Nakhli, era all’Olimpico per Roma-Juventus, e in settimana ha raggiunto un accordo di massima sulla base di un contratto quinquennale. Ora c’è da ragionare con i Lancieri, perché il prezzo del talento classe 1993 è addirittura triplicato. L’Ajax, che lo aveva pagato 11 milioni nell’estate del 2016, lo valuta almeno 35 milioni, forte di un contratto in scadenza 2021. Una crescita esponenziale, la sua. Giocatore dell’anno per la squadra di Amsterdam, Dutch Footballer of the Year in Eredivisie per il 2018, 9 gol quest’anno, con tanto di 15 assist, che gli hanno permesso di vincere il terzo Top Assist Provider in Olanda in quattro stagioni.

Di mestiere trequartista, che tradotto nelle fisionomie del calcio moderno vuol dire tanto mezzala di inserimento, come lo usa Erik ten Hag all’Ajax, che esterno sinistro in un attacco a tre, come ai tempi del Twente, quando mise a segno 17 gol in 33 presenze con mister René Hake. Velocità, dribbling, esplosività e precisione d’esecuzione sono le frecce della sua faretra. Con il CT Renard invece il Marocco scende in campo con il 4-2-3-1 e Ziyech, ovviamente, occupa la casella larga a sinistra dietro la punta. Dei convocati per Russia 2018 è il secondo miglior marcatore, con 8 reti, ad inseguire Ayoub El Kaabi, a quota 10. Eppure la storia tra l’esterno e i Leoni d’Atlante ha rischiato di non partire nemmeno.

Ziyech, Van Basten come mentore e lo sgarbo all’Olanda

Ziyech infatti nasce a Dronten, cittadina di 40.000 abitanti sull’isola di Flevopolder, in Olanda. Figlio di immigrati marocchini si farà tutta la trafila delle giovanili del Reaal Dronten per poi sbarcare all’Heerenveen. Qui la squadra dei grandi la allena un certo Marco Van Basten, anche lui folgorato dal dribbling dell’esile esterno marocchino. Si ferma ai suoi allenamenti, gli dà consigli sulle punizioni, sulla postura, sul modo di colpire il pallone. Se lo porta con sé, ad allenarsi con i grandi, e lo fa esordire, a 19 anni, nel match di Europa League contro il Rapid Bucarest.

Ma soprattutto, il Cigno di Utrecht, consiglia a Remy Reyniers e Wim van Zwam di chiamarlo nell’Under 19 dei Paesi Bassi. Sono gli anni più belli ma anche i più difficili per Ziyech: “Sono cresciuto con la consapevolezza che, come marocchino nei Paesi Bassi, sei sempre un passo indietro, devi lavorare di più per ottenere il rispetto. Se un olandese fa qualcosa di sbagliato, non tutti i cittadini olandesi saranno criticati. Ma se lo fa un marocchino, sì”.

Nel 2015 arriva la chiamata del Marocco, Zaki Badou lo vuole per la doppia sfida contro Costa d’Avorio e Guinea. Van Basten, che in quegli anni è assistente di Danny Blind alla nazionale maggiore, viene a scoprirlo, chiede un incontro con il giocatore: “Quanto devi essere stupido per scegliere il Marocco se sei in lizza per l’Olanda?“. Lo chiama anche Guus Hiddink, per provare a convincerlo, ma non c’è niente da fare. “È una vergogna” sussurrano negli uffici federali. Così il “dumb boy” sceglie le sue radici, sceglie l’Africa, sceglie il Marocco. Insieme a lui Karim El Ahmadi, centrocampista del Feyenoord, e Nordim Amrabat, del Leganes. “Quando sono ad Amsterdam mi dicono che sono marocchino, quando sono in Marocco mi dicono che sono olandese”.

E proprio dopo la partita contro la Slovacchia, lunedì scorso, in cui ha siglato l’ennesimo assist stagionale, ha chiesto informazioni su Roma a Benatia. Lo stesso difensore che ha commentato con un like social la notizia della trattativa tra il suo compagno e la sua ex squadra. Intanto, il destino ha attivato la sua macchina di ironia e di vendetta: i Leoni d’Atlante in Russia ci saranno, l’Olanda no. La sua rivincita Ziyech se l’è già presa, ma di certo non gli basta. E Monchi farà bene a chiudere il discorso prima del fischio d’inizio dei Mondiali. Il rischio è che il suo valore possa salire ancora.

di Lamberto Rinaldi