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Oleg Salenko segna uno dei suoi 5 gol in Russia-Camerun 6-1 ad USA '94

Il calcio è bello perché sa regalare storie incredibili, specie durante i Mondiali. Ogni rassegna iridata ha avuto il suo uomo-copertina. Per l’Italia ad esempio come non citare Fabio Grosso a Germania 2006, un giocatore considerato prima di allora soltanto buono e niente più e che invece seppe entrare nelle grazie del ct Marcello Lippi prima e di tutti gli italiani poi, con il gol segnato ai tedeschi in semifinale ed il rigore decisivo contro la Francia all’ultimo pallone calciato in quei Mondiali, dal dischetto dell’Olympiastadion di Berlino. Eppure c’è chi ha saputo trovare la ribalta pur essendo più “carneade” di Grosso: è Oleg Salenko, nato il 25 ottobre 1969 a Leningrado, diventata San Pietroburgo dal 1991.

Salenko è passato alla storia per essere stato l’unico giocatore fino ad oggi ad aver segnato 5 gol in una sola partita della fase a gironi dei Mondiali. Accadde ad USA ’94 in Russia-Camerun 6-1, quando il 28 giugno Palo Alto in California fu scossa dal ciclone Salenko. Nell’ultima gara del Girone B, in un match che non aveva più nulla da offrire alle due squadre ormai già eliminate da Brasile e Svezia, il solo motivo di interesse era rappresentato dal totem degli africani, Roger Milla, che andò in gol proprio in quella gara alla veneranda età di 42 anni, un mese e 8 giorni diventando quindi il calciatore più anziano di sempre ad aver segnato ai Mondiali.

Salenko eroe per un giorno

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Con la maglia del Valencia

Ma Milla fu totalmente oscurato dall’exploit di Salenko. Che con la Russia in totale ha giocato 8 gare in carriera mettendo a segno 6 reti complessive, delle quali 5 solamente in quel giorno. E con questa incredibile statistica Salenko detiene la media gol di 0,75 marcature a incontro oltre ad aver vinto la Scarpa d’Oro come miglior marcatore di quella edizione dei Mondiali a quota 6. In quella Russia figuravano tra gli altri Dmitrij Popov, Valerij Karpin, l’ex meteora della Roma Omari Tetradze, il massiccio attaccante globetrotter Dmitrij Radčenko, l’eterno Viktor Onopko primatista di presenze della Russia con 109 caps e l’estroso Aleksandr Mostovoj.

Era nato un campione? Non proprio. All’epoca Salenko aveva 25 anni e giocava per gli spagnoli del Logroñés, che lo avevano ingaggiato dalla Dinamo Kiev. Con gli ucraini l’attaccante rimase dal 1989 al 1992. In precedenza aveva mosso i primi passi nello Zenit San Pietroburgo. Il tutto mentre gli scenari politici alle sue latitudini cambiavano repentinamente. Infatti Salenko ha vestito le maglie di ben tre selezioni nazionali. Oltre alle tre partite giocate con l’under 20 dell’URSS ebbe modo di scendere in campo in una occasione anche per l’Ucraina prima di avere i suoi 90 minuti di gloria con la Russia. E fino alla vigilia della massima competizione calcistica planetaria giocata sul suolo statunitense, Salenko era sconosciuto ai più. Poi dopo i Mondiali, una volta diventato celebre, si guadagnò il passaggio al più prestigioso Valencia. Ma lo spazio per lui non fu molto.

Pesce fuor d’acqua

In quella squadra che finì mestamente decima c’erano tra gli altri Zubizarreta in porta, il portiere che faceva tremare tutti ogni qualvolta giocava il pallone con i piedi. E poi Mazinho – nel pieno della sua carriera – un giovanissimo Gaikza Mendieta, che sarebbe diventato di lì a qualche anno l’idolo del Mestalla, e Predrag Mijatovic, coetaneo di Salenko e che nel 1996 sarebbe passato al Real Madrid con cui avrebbe vinto non pochi trofei. Il Valencia aveva in rosa pure Luboslav “Lubo” Penev. L’estroso attaccante bulgaro proprio allora cominciava l’ultima delle sue sei stagioni ai levantini prima di proseguire poi la carriera con Atletico Madrid, Compostela, Celta Vigo, Lokomotiv Plovdiv e CSKA Sofia, con cui chiuse nel 2002. Allenava quella squadra il giramondo Carlos Alberto Parreira. Con lui Salenko non riuscì ad andare al di là di uno score non molto soddisfacente di 25 presenze e 7 gol.

Dalla Scozia alla spiaggia

L’anno dopo il russo passò ai Rangers Glasgow. Ma a soli 26 anni il suo declino calcistico era già cominciato, complice anche numerosi infortuni che minarono le successive esperienze con Istabulspor, Cordoba e con i polacchi del Pogon Stettino. Fu questa l’ultima squadra della carriera di Salenko con una sola presenza datata 2001. In seguito la carriera calcistica del buon Oleg è proseguita nel beach soccer. Nel 2003 ha assunto la carica di allenatore della Nazionale ucraina di calcio su spiaggia mentre successivamente è diventato un collaboratore tecnico della selezione maggiore gialloblu.

RUSSIA-CAMERUN 6-1, I 5 GOL DI SALENKO