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Fonte: Facebook

Imponderabile casualità, scherzo beffardo del calendario o semplicemente una situazione che non dovrebbe mai accadere? Il caso di Stefan De Vrij ha scosso nelle scorse settimane il mondo del calcio, imponendo attente riflessioni rispetto alla questione relativa ai “parametri zero”, ovvero quei giocatori in scadenza di contratto con il proprio club che a partire dal 1 febbraio possono firmare un nuovo accordo con un’altra società.

Tutto normale, o quasi, se non fosse che stavolta il destino ha voluto che proprio il difensore olandese si trovasse di fronte la sua futura squadra, impegnata fino all’ultima giornata con la Lazio nella corsa al quarto posto, ultimo disponibile per accadere al tabellone principale della prossima Champions League. Un argomento che ha tenuto banco fino a pochi minuti prima del match poi vinto dai nerazzurri che tuttavia ha messo in secondo piano l’aspetto puramente tecnico, legato al grande colpo di mercato messo a segno dall’Inter.

De Vrij, orgoglio e tormento di un professionista esemplare

De Vrij Europa League
Fonte: Facebook

Venticinquenne olandese da quattro stagioni alla Lazio, De Vrij è certamente da considerarsi come uno dei migliori difensori della Serie A, per qualcuno addirittura nella top five del calcio europeo. Con le sue 6 reti in 35 presenze stagionali nel campionato appena concluso (nessun difensore ha segnato così tanto), l’ex Feyenoord è stato il punto fermo assoluto della retroguardia biancoceleste, l’unico vero intoccabile del pacchetto arretrato di Simone Inzaghi. A Roma, dopo numerosi tentativi di arrivare all’accordo per il rinnovo di contratto, sapevano da tempo della scelta del giocatore. Certo non avrebbero mai immaginato di giocarsi una buona fetta di futuro contro l’Inter, il club che dopo un lungo corteggiamento è riuscito a convincere De Vrij a sposare la causa nerazzurra per i prossimi quattro anni. Una situazione al limite del paradossale, capace con ogni probabilità di turbare l’animo dei protagonisti, coinvolgendo anche tutto l’ambiente laziale che si è interrogato a lungo sulla possibilità di mandarlo in campo o meno.

Professionista esemplare, come più volte ribadito dallo stesso tecnico biancoceleste, De Vrij non ha mai mostrato di accusare in qualche modo la vicenda, sia dentro che fuori dal campo. Tuttavia, posto davanti alla circostanza di negare alla sua prossima squadra e quindi anche a se stesso l’opportunità di partecipare alla Champions League, ha umanamente vacillato fino a scegliere comunque di onorare fino in fondo il club che gli ha permesso di compiere il definitivo salto di qualità. Proprio qui si apre un nuovo scenario. Quando il professionista lascia spazio all’uomo, ecco che tutto cambia. Riflettere sul fatto che un calciatore in scadenza di contratto possa firmare per un altro club già a partire dal mese di febbraio è necessario oltre che sacrosanto. Così come sottolineare che il ruolo del professionista nel mondo dello sport sia radicalmente cambiato in questi anni. Tutti innocenti dunque, nessun colpevole. De Vrij aveva lavorato al massimo in una settimana a dir poco delicata, convincendo Inzaghi a schierarlo in campo dal primo minuto. In assenza di veti imposti dall’alto, l’allenatore biancoceleste ha ritenuto opportuno non rinunciare al suo miglior difensore. E grande maturità nel dopo partita quando a bocce ferme tutte le domande si concentravano sulle motivazioni che avessero portato il giocatore a intervenire in maniera così avventata su Icardi in area di rigore (episodio da cui era scaturito il penalty che aveva permesso all’Inter di pareggiare).

Un colpo al passato, verso il futuro

Quel che resta, o meglio che sarà, racconta tuttavia di una vera e propria rivoluzione rispetto al recente passato. Fino a qualche anno fa infatti, l’unica società abile a districarsi con efficacia nel complicato universo dei parametri zero era sempre stata la Juventus, non a caso campione d’Italia per la settima volta consecutiva. Come dimostrano soprattutto i casi di Pjanic e Higuain, strappati a Roma e Napoli a suon di milioni, i giocatori migliori del nostro campionato subivano in un modo o nell’altro l’appeal dei bianconeri. Qualcosa nel panorama calcistico italiano sta cambiando, probabilmente in considerazione del fatto che anche la stessa Juventus dovrà rinnovarsi al suo interno.

Sulla sponda nerazzurra di Milano stanno provando ad accorciare parte del gap che li separa dalla squadra dominatrice delle ultime sette stagioni. In questo senso l’acquisto di De Vrij riequilibra le forze in campo, lanciando un chiaro segnale alla Juventus di come le principali rivali abbiano nuovamente acquisito forza e competitività attraverso lo sviluppo di progetti ambiziosi. Così, mentre sulla sponda nerazzurra di Milano si coccolano il nuovo trio difensivo Skriniar-Miranda-De Vrij, a Torino Marotta e Paratici corrono ai ripari stringendo per il giovane olandese classe ’99 De Ligt, soprattutto dopo il sorprendete rinnovo del contratto di Alessio Romagnoli con il Milan.