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Al-Owairan in Belgio-Arabia Saudita ad Usa' 94
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Al-Owairan in Belgio-Arabia Saudita ad Usa’ 94

Domani ci sarà l’amichevole Italia-Arabia Saudita, partita importante per entrambe le nazionali. Gli azzurri inaugureranno il nuovo corso targato Roberto Mancini, mentre per la selezione asiatica sarà un banco di prova importante in vista della partecipazione ai Mondiali 2018. L’Arabia giocherà proprio nella partita inaugurale contro la Russia il prossimo 14 giugno. E da quelle parti è ancora vivo il ricordo di Saeed Al-Owairan. Del resto la Coppa del mondo ha rappresentato spesso una vetrina per degli illustri sconosciuti, diventati poi grandi fenomeni in seguito ad una giocato. È proprio il caso di Al-Owairan, diventato un eroe in Arabia Saudita dopo un fantastico coast-to-coast con tanto di gol nella terza partita del girone ad USA ’94 contro il Belgio. Per  gli “sceicchi” quella rete avrebbe significato la loro prima, storica qualificazione ad un turno ad eliminazione diretta nella fase finale di un Mondiale.

Owairan come Maradona

Arabia Saudita ai Mondiali di Usa ’94 – FOTO: soccerfootballwhatever.blogspot.it

L’Arabia vinse per 1-0 grazie allo strepitoso gol di Owairan. Ma subito dopo sarebbe seguita l’eliminazione agli ottavi di finale per mano della Svezia, dopo un 3-1 in cui fu mattatore l’ex attaccante di Bari, Bologna e Lazio, Kennet Andersson. Quel mercoledì 29 giugno se lo ricordano in tanti lì dove sgorga il petrolio. Si giocava al ‘Robert F. Kennedy Memorial Stadium’ di Washington con una temperatura di ben 43°. La perla di Owairan giunse proprio in apertura dopo soli 5′: palla al piede “il Maradona del Golfo” dribblò chiunque gli si parasse davanti, anche i fili d’erba, e dopo una galoppata di 70 metri riuscì a battere il famoso portiere Michel Preud’homme realizzando quello che fu riconosciuto all’unanimità come il gol più bello dei Mondiali americani del 1994. E le similitudini con il gol del secolo del vero Maradona, segnato 8 anni prima in Messico, si sprecano ancora oggi. Ma la storia riserverà ad Owairan un destino davvero particolare: accolto con tutti gli onori possibili ed immaginari in Arabia al ritorno dagli Stati Uniti, il giocatore ottenne fama, gloria e tanti soldi, oltre però al divieto di trasferirsi all’estero. Doveva restare al suo club, l’Al-Shabab (squadra nella quale giocherà dal 1988 al 2001), per continuare a dare lustro al calcio saudita. Ma come lo stesso Owairan ammetterà,quel fantastico gol segnò la mia vita. Mi montai la testa e passai anche momenti difficili, per colpa soprattutto di non pochi falsi amici che approfittarono del mio status di celebrità”.

Owairan, il cielo con un dito e il crollo

Owairan cominciò a fare il bizzoso, scappando in Marocco ad esempio per una vacanza non concordata col club. Nel 1995 in Egitto fu arrestato per violazione della legge islamica dopo essere stato sorpreso in un locale notturno del Cairo assieme a due squillo russe, subendo in conseguenza di ciò 3 anni di carcere ed una lunga squalifica. Re Fahd però ritenne che un solo anno fosse una lezione sufficiente, e poi i Mondiali di Francia ’98 erano alle porte. Ma Owairan, pur prendendovi parte, non era più lo stesso. Resta però il suo gol da mille e una notte del 1994, che secondo una leggenda pare avesse suscitato nell’allora 13enne figlio di re Fahd talmente tanta ammirazione da chiedere al sovrano genitore di concedere l’amnistia ad Owairan. Ecco la sua fantastica prodezza.