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È ormai entrato nella lunga lista di nomi accostati al Napoli per la prossima stagione. Fabián Ruiz Peña sta raccogliendo i frutti della straordinaria annata con il suo Betis Siviglia e ora punta a fare il definitivo salto di qualità. A quanto pare la clausola risolutiva di 30 milioni di euro non rappresenta un vero ostacolo per la squadra azzurra, ma la concorrenza è altissima. Il ragazzo interessa ad almeno quattro top club: Barcellona, Chelsea, Juventus e Manchester United. Ma il Napoli ha il sì del giocatore e spera di chiudere quanto prima. La società andalusa però resiste memore dello sgarbo subito nell’estate del 2016 quando il trasferimento di David Lopez saltò sul più bello. Tipici screzi di calciomercato.

Nel caso in cui dovesse arrivare nella città partenopea, Fabián Ruiz è un profilo completamente differente rispetto agli elementi che Ancelotti ha in questo momento a disposizione. Un centrocampista totale che si è evoluto nel tempo sia tatticamente che fisicamente. Il canterano, a soli 14 anni, ha completamente cambiato il suo aspetto fisico da un giorno all’altro. È cresciuto di 30 centimetri in soli cinque mesi, raggiungendo i suoi attuali 1,89 m. Qualcosa che lo ha costretto a cambiare completamente il suo modo di giocare, ma non la sua posizione in campo.

Fabián Ruiz..una crescita fisica improvvisa

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Fabian Ruiz con la maglia dell’Elche

Nato a Los Palacios, la stessa città di Jesús Navas, Fabián si è unito al Betis all’età di 7 anni. Era un calciatore breve e tecnico, al punto da essere soprannominato ‘La Pulga’ proprio come Messi: “Ero piccolo, rapido e molto tecnico e, spesso e volentieri, decidevo le partite con i miei gol. Poi all’improvviso sono cresciuto molto. Non ho fatto niente di speciale. Improvvisamente c’è stato uno scatto nella crescita e in cinque mesi sono arrivato ad essere 1,89 m. Prima ero magrolino, un centrocampista abile..ora riconosco di essere più lento nel portare il pallone”. Un cambiamento radicale che ha portato Fabián Ruiz Peña a dover cambiare il suo approccio al calcio e che è servito qualche anno dopo quando ha deciso di scendere di categoria. Alla prima stagione in prima squadra al Real Betis ha scelto, dopo sei mesi, di cimentarsi in un apprendistato all’Elche, in Segunda Division. Un’esperienza che lo ha forgiato visto che la sua squadra lottava per non retrocedere. Sporcarsi le mani, giocare in campi difficili e fare la giusta gavetta prima di ritornare in prima squadra.

E la seconda volta è stata decisiva. Quique Setién si è ritrovato tra le mani un perfetto raccordo tra centrocampo e attacco, un cosiddetto todocampista o spostandoci Oltremanica un centrocampista box-to-box. Fisico da pivote e mancino da trequartista puro, un mix di caratteristiche che lo rendono unico. Fabián Ruiz è un giocatore completo sotto tutti i punti di vista. Grande fisico, tecnica squisita, intensità, visione di gioco e buon tiro da fuori area. Può agire in tutte le posizioni del centrocampo dove può unire forza e talento. Nato come trequartista, ora predilige il ruolo di mezzala ma a volte è stato impiegato anche come regista. Ha debuttato in prima squadra con Juan Merino e ha saputo assimilare tanto anche da Pepe Mel e Quique Setién, due allenatori che puntano su giocatori di talento e in grado di saper gestire il pallone. Mancino, porta palla e si destreggia nei dribbling possedendo movimenti molto fluidi e armonici nonostante una notevole altezza.

Fabian Ruiz, personalità al Bernabeu e l’idolo Xavi

Trentaquattro partite, tre gol e sei assist nell’ultima stagione in Liga, Fabián Ruiz può giocare in un centrocampo a tre o a due. Quique Setién lo ha reso il fulcro del gioco del Real Betis e si è confermato il miglior prospetto del club. È stato fondamentale per garantire fluidità e verticalità alla squadra di Siviglia. Un ragazzo con la testa sulle spalle grazie anche all’educazione dei genitori, in particolare la mamma che lavora nel dipartimento di manutenzione del centro sportivo del Real Betis. “Andavamo e tornavamo da casa insieme, ora che ho la patente sono più indipendente”. Un ragazzo umile ma dalla personalità forte sfoggiata in una delle migliori prestazioni proprio al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. Era il giorno del suo debutto da titolare e in quella partita Fabián Ruiz riuscì subito a farsi notare per i suoi mezzi tecnici e la sua innata leadership. Il suo contratto con il Betis scade nel 2023 (rinnovato a gennaio 2018) e la sua clausola è di 30 milioni di euro. Prima di debuttare in prima squadra disse: “Il miglior centrocampista della storia è stato Xavi Hernandez, è stato incredibile. Aveva una visione di gioco unica”. Spirito d’appartenenza (Fabian Ruiz è andaluso DOC, Xavi catalano), estro, qualità e concretezza, Fabian Ruiz spera in parte di emularlo.