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Nagelsmann Hoffenheim
Nagelsmann fonte: Twitter Hoffenheim

Abbiamo più volte parlato del baby fenomeno che siede sulla panchina dell’Hoffenheim. Si è detto ampiamente della giovinezza di Nagelsmann, della sua spregiudicatezza e della sua versatilità tattica, ma è tempo di andare più nel profondo esaminando le basi della sua conoscenza calcistica ed i suoi punti di forza.

Julian Nagelsmann è diventato allenatore praticamente senza mai esordire come calciatore nel mondo dei professionisti, ma ha approfittato della “pensione anticipata” per studiare ed apprendere il calcio assorbendo come una spugna gli insegnamenti dei suoi mentori. Dopo l’infortunio che gli ha stroncato la carriera da giocatore, il tedesco ha completato gli studi in amministrazione aziendale e scienze dello sport. Secondo l’allenatore tedesco, infatti, solo il 30% del compito dell’allenatore riguarda la tattica, mentre il 70% ha a che fare con le competenze sociali. Al primo posto, dunque, il rapporto umano, il saper comprendere le esigenze dei singoli ed il saper interpretare ogni situazione a seconda dei soggetti coinvolti.

Nagelsmann, i primi passi da allenatore

La prima esperienza come assistente arriva nelle giovanili dell’Augsburg, dove incontra il primo mentore che ne plasmerà la mentalità calcistica: Thomas Tuchel. L’attuale allenatore del Paris Saint-Germain ha trovato una particolare sinergia con il giovane, regalandogli preziosi suggerimenti sia riguardo l’organizzazione difensiva che la ricerca delle linee di passaggio in fase offensiva. La naturale evoluzione dal 4-3-3 al 3-5-2 dell’Hoffenheim si è rivista in alcuni episodi anche nel Borussia Dortmund…e non è certo un caso. Il sapersi adattare ai giocatori che si hanno in rosa per riuscire a trarre il meglio di loro è di certo un pregio, ma lo è ancora di più il riuscire a plasmare delle pedine al sistema più produttivo per la squadra.

Nagelsmann, la duttilità dello stratega

Nagelsmann è riuscito a fare entrambe le cose passando dal 4-3-3 al 3-5-2 molto elastico e versatile. Le pedine fondamentali di questo sistema sono di certo il centrale di difesa Vogt, nato centrocampista e reinventato dall’allenatore, il giovane classe 1998 Geiger che ha sostituito il centrale di centrocampo Rudy (dal 2017 in forza al Bayern Monaco) e l’interno destro Demirbay. Vogt ha capacità di costruzione ed intelligenza tattica nel saper arretrare nella linea difensiva o allinearsi al centrale di centrocampo a seconda delle evenienza. Il suo spostamento può creare superiorità nei due reparti in base alla posizione della palla e spostare il baricentro della squadra alzando o abbassando il pressing.

Allo stesso modo Geiger riesce a dare equilibrio in entrambe le fasi, portando la palla e fungendo da riferimento in mezzo al campo per i compagni. Ad intelligenza tattica e polmoni d’acciaio, si unisce anche il talento: Kerem Demirbay agisce da interno destro pur essendo mancino naturale. Ha libertà di azione palla al piede e, rientrando, crea un continuo scompiglio tra le linee.

Nagelsmann, la fase difensiva dell’Hoffenheim

Nella fase di non possesso Nagelsmann prende spunto da un vero e proprio innovatore per quanto riguarda il calcio tedesco, Ralf Rangnick, ex allenatore dell’Hoffenheim. L’attuale direttore generale del Lipsia ha introdotto un sistema specifico per quanto riguarda il pressing che ha praticamente fatto scuola. Seguendo i suoi consigli Nagelsmann riesce così a pressare l’avversario in maniera organizzata e costante. Il concetto di “pendolo” può aiutare nel comprendere idealmente ciò che accade in campo. Quando un uomo pressa l’avversario, tutti i compagni scalano a coprire lo spazio lasciato vuoto, riposizionandosi anche secondo un modulo differente a seconda delle situazioni di gioco. Per riuscire in questo c’è bisogno di giocatori con intuito, intelligenza e spirito di sacrificio.

Vogt e Geiger, che rappresentano l’asse centrale dell’undici, riescono ad indirizzare alla perfezione il movimento dei compagni. Organizzazione e riorganizzazione continua, per un apparente disordine che però tale non è mai.

Nagelsmann, la fase offensiva dell’Hoffenheim

L’azione offensiva dell’Hoffenheim si sviluppa, infine, principalmente per vie centrali e verticalmente. I due interni di centrocampo e le due punte sono in sostanza i giocatori più offensivi. L’idea di Nagelsmann è quella di utilizzare principalmente loro per far male all’avversario. In ogni caso la verticalizzazione non avveniva in maniera frettolosa o frenetica, poiché il possesso palla è un concetto importante nel credo dell’allenatore. Il principio fondamentale era però nel movimento del giocatore senza palla. La continua ricerca di linee di passaggio libere facilita la vita al portatore, che avrà sempre un’opzione di gioco.

Questa idea era fortemente acquisita dai metodi di Guardiola, il principe in assoluto del possesso palla a livello mondiale. Con palla a Geiger, potenzialmente entrambi gli esterni possono salire in fase offensiva, creando una batteria di ben sei uomini in grado di coprire la metà campo avversaria in tutta la sua estensione.