SHARE
SOCHI, RUSSIA - JUNE 18: Romelu Lukaku of Belgium celebrates after scoring his team's second goal with team mates Dries Mertens and Eden Hazard during the 2018 FIFA World Cup Russia group G match between Belgium and Panama at Fisht Stadium on June 18, 2018 in Sochi, Russia. (Photo by Francois Nel/Getty Images)

La tradizione e la nuova scuola, Neymar contro Hazard, Tite e la coppia Martinez-Henry. Tutto questo, e non solo, è Brasile-Belgio. In palio un biglietto solo andata per le semifinali. I verdeoro hanno cancellato l’ultimo mondiale, limato i problemi difensivi e sposato una nuova filosofia: ordem e progresso. Una rivoluzione che ha permesso a Neymar e compagni di fare l’ennesimo passo verso la consacrazione. Un solo gol subito sin qui, sette segnati e un Alisson mai veramente impegnato. Dall’altra parte arriva un Belgio ferito ma galvanizzato dalla storica rimonta di qualche giorno fa: da 2-0 a 3-2 in pochi giri d’orologio. Stasera la chiamata più importante. I soli complimenti degli addetti non bastano più.

Uno-due fatale

Basta uno sguardo, un attimo per intuire il copione della gara. Il Brasile parte forte, fortissimo. Pressing asfissiante, i diavoli rossi vanno in confusione e concedono subito qualcosa. La diga Witsel-Fellaini fatica a costruire, meno a mettere in campo la propria fisicità. Otto minuti e la gara si infiamma: angolo di Neymar, palla dentro e palo di Thiago Silva. Un minuto dopo arriva la replica di Paulinho, sempre su angolo. Partita in salita per gli uomini di Martinez, ma il calcio, si sa, è strano. Un banale corner si trasforma nel preludio dell’assolo belga: Fernandinho, beffato da una deviazione, insacca nella sua stessa porta.

La Seleção perde la testa, si riversa in avanti e dimentica completamente di un dogma fondamentale: ordem. Hazard e De Bruyne prendono le redini del gioco, sfruttando le praterie lasciate dagli avversari. Ed è proprio la stellina del City a sferrare il secondo affondo; Lukaku scappa per vie centrali e serve De Bruyne che insacca di potenza. Un destro-sinistro pesante, pesantissimo da digerire. I Brasiliani, in preda al caos, escono sempre più dal campo. Un tiro a giro di Coutinho l’unico sussulto degno di nota. Tite, ora, è chiamato a fare il miracolo: quindici minuti per scavare dentro i suoi e cambiare le sorti di un mondiale intero.

L’orgoglio non basta

Firmino è la prima mossa per sperare nella remuntada. Fuori un opaco Willian. Il Brasile entra meglio, più compatto e deciso. Qualunque cosa abbia fatto Tite, sembra funzionare. Al minuto cinquantacinque la partita potrebbe cambiare. Potrebbe, appunto. Tunnel di Jesus ai danni di Vertonghen e entrataccia di Kompany sulle gambe del numero 9. Si aspetta solo la chiamata del Var che, incredibilmente, non arriva. Occasione lampante cestinata, tutto da rifare per il Brasile. Il tempo come sempre e più che mai è nemico: scorrono i minuti, i verdeoro fanno la partita tentando in tutti i modi di trovare un gol che potrebbe almeno riaccendere le speranze. Come nel primo tempo è il Belgio ad essere più pericoloso; solito contropiede, solita prateria e solita conclusione. Hazard ancora protagonista.

Gli spazi continuano a vacillare, Coutinho decide di crearli. Pennellata magica dell’ex Inter, terzo tempo di Augusto e palla in rete. L’estro brasiliano non muore mai, neanche quando sembra tutto finito. A dieci dalla fine, con il risultato in bilico, Martinez corre subito ai ripari: fuori un claudicante Chadli, dentro Vermaelen. I verdeoro crescono, sfiorando il pareggio in più occasioni. Prima Augusto, poi Coutinho sparano incredibilmente a lato. L’assedio prosegue, Hazard è l’unico a scappare e far rifiatare la sua squadra.

Le speranze della Selecao si esauriscono sui guantoni di Cortuois: al 94′ Neymar prova il tutto per un tutto con piazzato da fuori dall’area. Thibaut vola e cancella ogni possibilità di portarla ai supplementari. Un primo tempo disastroso condanna il Brasile. Il sogno mundial è rimandato, ancora una volta, di quattro anni…

Brasile-Belgio, il migliore e il peggiore in campo

Hazard è inarrestabile, imprendibile, letale, sopraffino, leader, simbolo. Si potrebbe andare avanti per tutta la sera, ma intanto incoroniamolo come migliore in campo. Fernandinho, condizionato dall’autogol, non la combina più una giusta: non mette in campo nè quantità nè qualità.

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo; Paulinho (72′ Renato Augusto), Fernandinho, Coutinho; Willian (46′ Firmino), Gabriel Jesus (57′ Douglas Costa), Neymar

All. Tite

BELGIO (3-5-2): Courtois; Alderweireld, Kompany, Vertonghen; Meunier, Fellaini, Witsel, De Bruyne, Chadli (81′ Vermaelen); R. Lukaku (86′ Tielemans), E. Hazard

All. Martinez

MARCATORI: 13′ Aut. Fernandinho (BEL), 31′ De Bruyne (BEL), 76′ Renato Augusto (BRA)

AMMONITI: Alderweireld (BEL), Meunier (BEL), Fernandinho (BRA), Fagner (BRA)

ARBITRO: Mazic (SRB)