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Aumento di valore di un bene rispetto al suo costo o valore precedente. È questa la definizione più chiara di plusvalenza. Questo è termine è ormai entrato prepotentemente nel vocabolario del calcio, ma soprattutto del calciomercato. Ne sa qualcosa l’Inter, che nell’utilizzare questo strumento è la vera e propria regina.

Inter, le plusvalenze ti salvano dall’Uefa

Tutto ha avuto inizio circa tre anni fa. I nerazzurri infatti hanno dovuto concordare con l’Uefa un piano di rientro dagli sbilanci finanziari, che aveva causato il mancato rispetto di alcuni paletti del tanto discusso fair play finanziario. Ed ecco che nella primavera del 2015 è arrivata la firma del cosiddetto settlement agreement. Quest’ultimo prevedeva un periodo di monitoraggio, compreso tra la stagione 2015-2016 e quella 2018-2019, al termine della quale il club milanese si è impegnato a rientrare completamente nei parametri. Ed ecco che in questo percorso si inseriscono le plusvalenze, strumento perfetto per raccogliere quella liquidità necessaria per evitare le sanzioni dell’Uefa. Un circolo vizioso iniziato nella scorsa sessione estiva, ma che in queste settimane ha avuto il suo culmine. Sono 45 infatti i milioni di euro che Piero Ausilio è riuscito a incassare. Un autentico capolavoro se si pensa che non è stato ceduto alcun big e che, con gli arrivi di de Vrij, Asamoah, Nainggolan, Martinez e Politano la squadra è stata persino rinforzata.

Dai baby a big deludenti: tutte le plusvalenze dell’Inter

Il vero miracolo nerazzurro è sopratutto nei tanti talenti del settore giovanile venduti praticamente a peso d’oro. Il pensiero non può non andare a Zaniolo, inserito assieme a Santon nella trattativa che ha portato Nainggolan dalla Roma e che è stato valutato 4,5 milioni. Non male per un ragazzo che non hai calcato il palcoscenico dell Serie A. Ma non ci si può nemmeno dimenticare di Odgaard, inserito nell’operazione Politano-Sassuolo e che ha portato plusvalenza per 3,8 milioni. Ma non solo giovani. L’Inter è riuscita a lavorare molto bene anche con i tanti big che in maglia nerazzurra hanno deluso. Un chiaro esempio sono Bardi, riscattato dal Frosinone per 0,75 milioni di plusvalenza, Biabiany, finito al Parma per 1,6 milioni. Infine non possono esser dimenticati riscatti di Kondogbia e Nagatomo. Per il francese, l’Inter ha incassato 25 milioni di euro e 2,5 di plusvalenza , mentre per il giapponese 2,5 con un bel più 2 di plusvalenza. Insomma, la missione è stata compiuta e l’Uefa è stato accontentata. In molti hanno storto il naso per questo modo di operare. Ma non si può che rispondere con una frase di Humphrey Bogart nel celebre film “L’ultima minaccia” di Richard Brooks: è il mercato, bellezza!