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Prove di appello non esistono più. Questo weekend è il primo grande dentro o fuori del mondiale di Russia. Un torneo con molti scossoni ed equilibri precari arriva dunque alla prima scrematura di rilievo. E lo fa con una serie di incroci particolari nei quali il sangue freddo può influire più del valore assoluto di una rosa. Perché vincere il mondiale è innanzitutto una questione di testa.

Francia – Argentina, cercando il tiro mancino

Avrebbero potuto essere compagni di squadra. Invece Antoine Griezmann e Lionel Messi continueranno ad essere rivali in Liga e soprattutto oggi in quel di Kazan. Ormai molto simili per il ruolo che occupano il campo a metà tra il rifinitore e il goleador, partendo da destra ma con libertà di spaziare, i due avranno puntati gli occhi di tutti. Il centrocampo francese, con un Kanté in grande spolvero, potrebbe essere chiave per bloccare gli attacchi argentini e ripartire in contropiede. In comune entrambe le squadra hanno due cose: la mancanza di carisma del proprio tecnico e un gioco poco creativo. I dettagli saranno fondamentali.

Uruguay – Portogallo, province in cerca di rivincita

L’Uruguay sta all’Argentina come il Portogallo sta alla Spagna. Due province illustri se la giocheranno all’arma bianca. Se l’Uruguay fa della difesa il suo punto di forza, il Portogallo si aggrappa a un Cristiano Ronaldo mai sazio. Da ambo i lati si punterà molto sulla bagarre e sulla combattività. Lo scontro tra Suarez e Pepe promette scintille, anche perché non esiste una chiara favorita.

Spagna – Russia, palleggio contro entusiasmo

Il terremoto interno successivo all’esonero di Julen Lopetegui ha sicuramente sgonfiato gli animi della Roja. Iniesta e co. continuano ad esprimere un calcio elettrico ma hanno perso la continuità di un tempo. De Gea è stralunato e il suo stato di forma è la principale incognita della Spagna oggigiorno. La Russia ha già vinto il suo mondiale e punterà sulla pressione del pubblico di casa per compiere il miracolo, ma con un Isco in crescita sono solo gli iberici a poter perdere la partita.

Croazia – Danimarca, in cerca di conferme

La conferma del gran gioco dei croati è arrivata con il loro dominio del girone. La sfida contro i danesi, poco vistosi e concreti con il minimo sforzo, non va sottovalutata, sebbene il centrocampo balcanico sia il migliore visto finora. Eriksen e Kjaer dovranno prendere le redini di una compagine che non perde da 17 incontri, ma che dovrà vedersela con la squadra che più ha impressionato finora in Russia.

Brasile – Messico, verdeoro in crescendo

Non sarà ancora la schiacciasassi del girone di qualificazione, ma il Brasile sta crescendo. Il Messico, approdato agli ottavi grazie al regalo della Corea, metterà dalla sua tutto il cuore il carattere come se fosse una finale, perché la festa l’ha già fatta. La Seleçao, che recupererà Marcelo e che attende ancora la crescita di Neymar e l’apparizione di Gabriel Jesus, ha in Coutinho il deux ex machina che porta alla vittoria. E arrivata a queste partite qui, difficilmente sbaglia.

Belgio – Giappone, la furia dei Diavoli

I nipponici sono approdati agli ottavi grazie al Fair Play, mentre i belgi si sono imposti con autorità nel loro girone mostrando muscoli e velocità in attacco. Con la squadra titolare a disposizione, Roberto Martinez non dovrà speculare più di tanto per far fuori gli asiatici e raccogliere il meritato premio dei quarti di finale, la barriera da rompere quest’anno.

Svizzera – Svezia, la gloria per caso

Forse la sfida più equilibrata degli ottavi di finale. Una delle due arriverà ai quarti, premio davvero inaspettato alla vigilia. E se la Svizzera può contare su una serie di elementi vibranti e talentuosi come Shaqiri e Seferovic, la Svezia punta tutto sull’amalgama di squadra che le ha permesso di finire prima nel girone dopo aver fatto tremare la Germania.

Colombia – Inghilterra, ambizioni opposte

I Cafeteros devono ringraziare la testa di Yerry Mina, capocannoniere della squadra, se sono ancora vivi. Con un James a corrente alternata e in dubbio per l’Inghilterra e un Cuadrado poco ispirato, è Quintero l’unico capace di far saltare il banco avversario. Southgate ha pagato le rotazioni contro il Belgio, ma il suo undici, con un Harry Kane carico come nessun altro, è in grado di piegare la resistenza latina. La Colombia non ha nulla da perdere. L’Inghilterra quasi tutto.