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Alexander Kolarov è uno dei grandi protagonisti di Russia 2018. Il terzino della Roma è infatti uno dei pilastri della Serbia e il suo sogno è quello di portare, insieme ai suoi compagni, la nazionale slava agli ottavi di finale. Sarebbe la prima volta che questo traguardo verrebbe raggiunto. L’ex giocatore della Lazio e del Manchester City però non si dimentica del suo passato, perfettamente raccontato a ‘Players Tribune’.

Serbia, Kolarov e il ricordo della guerra

“C’è un rumore che continua a riecheggiare nelle mie orecchie. Infatti se chiudo gli occhi sento ancora perfettamente il fragore delle bombe“, ha dichiarato il terzino della Roma. Un’infanzia e un’adolescenza vissuta a stretto contatto con la guerra: “E pensare che quando scoppiò il conflitto ero felice. In realtà non capivo come stava accadendo. Per me voleva semplicemente dire che non si andava a scuola e che potevo passare il tempo a giocare a pallone con i miei amici. Il rumore della prima bomba mi fece capire l’inferno in cui eravamo piombati. Ero davanti alla tv con mia madre e le trasmissioni furono interrotte per dire che Belgrado era stata bombardata”. E da quel giorno esplosioni, terrore e sofferenza diventarono per Kolarov una sorta di terribile routine quotidiana.

Serbia, Kolarov e il sogno a cui aggrapparsi

Più di una volta l’attuale giocatore della Roma è stato paragonato a Sinisa Mihajlovic. Ed è lui stesso a raccontare quanto quest’ultimo sia stato sempre il suo idolo: “Non uscivamo di casa. Giocavo con mio fratello con il rumore delle bombe come sottofondo. Eppure io continuavo a sognare di diventare come Mihajlovic. . Il ricordo della Coppa Campioni vinta con la Stella Rossa nel 1991 mi folgorò, da quel giorno divenne la mia leggenda”. Un sogno che, con il passare degli anni, ha preso sempre più corpo, fino al trasferimento alla Lazio, arrivato nel 2007: “In quel momento ho capito di avercela fatta. Anche se avevo promesso a mia madre che avrei giocato in Premier League. Ed è per questo che quanto si è fatto vivo il Manchester City ho toccato il cielo con un dito”. Ora l’obiettivo di Kolarov è portare la Serbia in paradiso. Missione che sembra quasi semplice per chi è cresciuto tra le esplosioni.