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nuova maglia italia

Al di là dell’interesse per una partita, volevamo dare risposta ad una domanda che in molti si sono posti nel corso degli anni quando a giocare è la Nazionale: perché la maglia dell’Italia è azzurra? Il motivo per cui la divisa della Nazionale è azzurra è riconducibile a ragioni storiche e patriottiche che rimandano proprio all’identità nazionale italiana. Stando alle fonti storiche il primo utilizzo del colore che poi sarà conosciuto come “blu Savoia” risale addirittura al 20 giugno 1366, quando il conte Amedeo VI di Savoia, partendo per una crociata voluta da papa Urbano V, volle che sulla sua nave ammiraglia accanto allo stendardo rosso-crociato in argento dei Savoia sventolasse una bandiera azzurra. L’utilizzo di questo colore ha dunque un’origine marinara e nel corso dei secoli è arrivato ad essere predominante nelle divise delle forze armate, tanto che nel 1527 il duca Emanuele Filiberto I di Savoia impose l’obbligo agli ufficiali di indossare una fascia azzurra annodata in vita. Tale utilizzo si è protratto fino ai giorni nostri e la fascia azzurra è ancora utilizzata dagli ufficiali come massima insegna di grado. Una curiosità riguarda la tonalità di azzurro, che negli anni ha subìto delle variazioni non essendo stata mai ufficializzata. Come ogni bella storia che si rispetti, i motivi per cui la divisa della nazionale italiana è azzurra hanno origine nel mito, cosa che rende tutto molto più affascinante. La prima disciplina sportiva ad adottare il colore azzurro per le proprie maglie è stata il calcio: la leggenda vuole che, nel momento di decidere il colore della divisa di gioco, si fosse deciso di adottare una divisa bianca in onore della squadra più forte nei primi anni del Novecento, la Pro Vercelli. In realtà il motivo per cui si scelse il bianco come primissimo colore per la divisa della Nazionale fu perchè nel momento dell’esordio assoluto della squadra di calcio, non si era ancora giunti ad una decisione unanime sul colore da utilizzare per la maglia e dunque si scelse di non colorarla affatto mantenendola bianca.

L’applicazione del Blu Savoia allo sport

La prima apparizione del colore azzurro per la divisa della squadra italiana avvenne il 6 gennaio 1911 in occasione dell’incontro Italia-Ungheria, giocato all’Arena di Milano e vinto per 1-0 dalla squadra ungherese. Si è sempre pensato che i motivi di quella scelta fossero diversi: c’è chi ipotizza fosse un’imitazione della divisa francese, chi ha pensato ad un omaggio ai colori del cielo e del mare, altri ancora hanno motivato questa scelta con ragioni meteorologiche: Le cronache narrano che nella giornata del 6 gennaio 1911 fosse presente in campo molta neve dovuta a nevicate tipiche in quel periodo dell’anno. Per evitare che le divise bianche dei giocatori italiani si confondessero con l’ambiente circostante, si scelse di far indossare una divisa azzurra per facilitare il contrasto cromatico. La verità consegnata alla storia è però un’altra: Il vero motivo per cui si scelse di utilizzare il blu come colore per la divisa della nazionale non è così romantico come racconta la leggenda. Si scelse l’azzurro poiché era il colore della dinastia di Casa Savoia che regnava in Italia in quel period, la quale a sua volta lo aveva scelto come suo colore in onore della tinta del manto di Maria Vergine, alla quale Casa Savoia è sempre stata molto devota. A partire dal 1932, salvo il periodo fascista durante il quale per ordine del Duce il colore della divisa era nero, la tinta usata da tutti gli atleti della nazionale in occasione delle Olimpiadi a Los Angeles è stata sempre di colore azzurro. Dopo la nascita della Repubblica Italiana alla fine della seconda guerra mondiale, venne rimossa dalla divisa degli azzurri la croce sabauda e sostituita dallo stemma tricolore cucito sul petto. Nel corso degli anni la maglia azzurra è andata incontro a diversi restyling stilistici, arrivando in certi casi a diventare un vero e proprio simbolo di un’epoca. A volte bellissima e a volte un po’ meno, il futuro della maglia azzurra non concede che una certezza: non si può non amarla.

di Ruben Cazzola

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85