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rolando mandragora allenamento

Stadio di proprietà, fatturato in costante aumento, progettazione, investimenti mirati. Il divario che in questi ultimi anni la Juventus è riuscita scavare nei confronti dei suoi avversari dipende in gran parte da almeno uno di questi fattori, tra cui spicca quello relativo al progetto tecnico vincente, alimentato soprattutto dalla capacità di fiondarsi sui migliori giovani del panorama calcistico nazionale, anticipando sistematicamente la concorrenza. Rolando Mandragora, centrocampista del Crotone, è solo l’ultimo esempio di giocatore di prospettiva sul quale la dirigenza bianconera ha deciso di investire per il futuro, accompagnando il suo naturale percorso di crescita attraverso la scelta della società ideale disposta a garantirgli il necessario minutaggio senza resistenze di sorta legate alla giovane età. Classe ’97, come Barella e Romagna, il ragazzo di Scampia sta vivendo un campionato da assoluto protagonista in Calabria, in attesa del grande salto che quasi certamente lo attenderà al termine della stagione. Ecco perché tra qualche mese la Juventus potrebbe ritrovarsi in casa un altro giocatore fatto e finito, pronto a giocarsi il posto con campioni affermati, nel solco tracciato di annoverare tra le proprie fila i migliori giovani del calcio italiano per farne i punti fermi della squadra del futuro.

Mandragora, il punto fermo del Crotone con la Juventus nel destino

Si parla poco di Mandragora, eppure dando uno sguardo alle sue statistiche stagionali, si scopre un giocatore divenuto uno dei punti fermi del Crotone attualmente quartultimo in classifica alla pari con il Chievo, sopravvissuto all’avvicendamento in panchina tra Nicola e Zenga deciso dalla proprietà dopo alcuni passaggi a vuoto che sembravano aver minato la tranquillità dell’ambiente. 36 presenze, sempre titolare per tutti i novanta minuti. Fulcro della manovra, centrocampista centrale davanti alla difesa, Mandragora ispira e randella da mediano moderno. Grande senso della posizione, ottima capacità di inserimento (due le reti, l’ultima proprio nell’anticipo di sabato scorso), personalità da veterano. L’ex prodotto del vivaio del Genoa, lanciato in serie A da Gasperini all’età di 17 anni e 4 mesi proprio contro la Juventus, è diventato grande, passando anche dall’esperienza accumulata con la maglia della Nazionale Under 20 capace di conquistare il terzo posto nel mondiale di categoria. Capitano della selezione guidata da Chicco Evani capace di far sognare gli appassionati di calcio italiani, gelati qualche mese dalla debacle della Nazionale maggiore, Mandragora è riuscito a superare brillantemente un fastidioso infortunio al piede che gli aveva fatto perdere quasi interamente la scorsa stagione. Nel 4-3-3 utilizzato dal Crotone, taglia e cuce la manovra offensiva, partendo dal basso ma cercando spesso e volentieri il passaggio di prima in verticale in grado di innescare il movimento delle punte. Corsa, qualità (la percentuale di passaggi completati sfiora di pochissimo l’80%), presenza costante in un ruolo assai delicato. Non è un caso che Massimiliano Allegri abbia un debole per uno come lui, motivo per cui è assai concreta la possibilità di un suo rientro alla base in vista della prossima stagione.

Mandragora, un nuovo inizio

Sono ancora troppo pochi i ventenni cui viene data fiducia in serie A, ma i profili analizzati dimostrano ancora una volta come il materiale a disposizione attorno al quale rilanciare un movimento in crisi sia tutt’altro che scarso. Il livello complessivo del campionato non è più quello degli anni scorsi, ma resta essenziale per un giovane calciatore avere la possibilità di giocare con continuità per mettere in mostra le proprie capacità e misurarsi con un torneo storicamente in grado di offrire spunti interessanti dal punto di vista tattico, che sta pian piano imparando a prediligere anche l’aspetto puramente tecnico. La crescita di Rolando Mandragora dimostra la bontà della strada intrapresa dal club più in vista del nostro calcio, l’unico realmente capace di programmare la buona riuscita di un investimento, accompagnando i giovani fino al loro eventuale approdo in prima squadra. Basterebbe poco per ridare impulso al futuro della Nazionale italiana, gli esempi virtuosi di club disposti a concedere spazio e visibilità ai giovani prospetti sono concreti, in un simbolico scambio di favori che gioverebbe a tutte le componenti in ballo. Il 19 maggio 2018 viene convocato dal neo CT Roberto Mancini per le amichevoli dell’Italia contro Arabia Saudita, Francia e Paesi Bassi e contro i transalpini gioca dal primo minuto.