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Da squadra sacrificale in un girone di fuoco a possibile rivelazione il passo è breve, brevissimo. Stasera l’ultima, grande fatica: strappare la qualificazione a Ronaldo e il suo Portogallo. L’Iran metterà in campo tutto, non concedendo nulla in attesa di un’occasione da sfruttare. Andando avanti con il gruppo e per il gruppo. Parola e concetto del tutto sconosciuto ai lusitani. Senza Cristiano e la sua fame di vincere stasera, magari, in gioco ci sarebbe poco o nulla.

Il ritorno della Trivela

Le possibilità di giocarsela alla pari sembrano sfumare già nei primi minuti di gioco. Un Portogallo più maturo e abituato a partite del genere manda nel panico la retroguardia iraniana. Tagli da ogni dove, l’emozione prende il sopravvento sulla ragione, le gambe tremano. Il K.O. sfiorato da Joao Mario rinsavisce i ragazzi di Queiroz: la linea si ricompatta, gli spazi cominciano a mancare, Jahanbakakhsh intraprende il suo personalissimo duello con Guerreiro. Fisicità, cattiveria e tanti falli: il copione è sempre questo.

Per sbloccarla serve un colpo di genio. Palla a Ronaldo? No, a illuminare la Moldovia Arena ci pensa Ricardo Quaresma. Con la sua giocata, con il suo estro. Trivela da 18 metri che si insacca sotto la traversa, letale come sempre. Ora all’Iran serve veramente un miracolo.

Ronaldo sbaglia, Ansarifard freddo

Inizia il secondo tempo e la tensione sale vertiginosamente. Var nuovamente protagonista: contatto evidente su Cristiano Ronaldo, per Caceres è rigore. Le proteste feroci (e infondate) degli iraniani non possono nulla contro la tecnologia. Dagli undici metri si presenta, neanche a dirlo, CR7. Tra il dischetto e la parola fine sulla partita si presenta Beiranvand; palla da una parte, portiere anche. Il tuffo plastico del numero uno non suscita la reazione sperata: falli, ammonizioni e entrate poco ortodosse continuano ad avere la meglio. Negli ultimi minuti, quando la partita sembra volgere al termine, succede di tutto. Cross dentro, Cedric tocca con la mano, altro calcio di rigore. Ansarifard con estrema freddezza la piazza. L’Iran, dopo non aver mai impensierito Rui Patricio, si ritrova sull’1 a 1 con la possibilità di passare il turno: Azmoun, 30 secondi dopo il pareggio, ha sul sinistro il pallone più pesante della sua carriera. A tu per tu con il portiere spara incredibilmente a lato. I cinque minuti più pazzi del mondiale si concludono così, con il vano e disperato arrembaggio biancoverde.

L’inviadibile identità difensiva conferita da Queiroz ai suoi non basta. L’Iran esce a testa altissima da una competizione dove, contro ogni pronostico, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio mettendo in difficoltà Portogallo e Spagna. Cristiano e company, ora, se la vedranno con la Russia…

Iran-Portogallo, il migliore e il peggiore in campo

Una partita maschia, aggressiva, spezzettata. Andrè Silva il peggiore: prestazione anonima, scompare quando i suoi hanno bisogno di una punta che possa tener alta la squadra. Gli episodi decretano i migliori in una partita dove nessuno ha eccelso. Beiranvand e Quaresma mvp da una parte e dall’altra.

IRAN (4-5-1): Beiranvand; Ramin, Hosseini, Pouraliganji, Safi (56′ Mohammiri); Mehdi, Jahanbakakhsh (70′ Ghoddos), Ezatolahi (76′ Ansarifard), Omid, Amiri; Azmoun

All. Queiroz

PORTOGALLO (4-4-2): Rui Patricio; Cedric, Pepe, Fonte, Guerreiro; Quaresma (70′ Bernardo Silva), Adrien Silva, William Carvalho, Joao Mario (84′ Joao Mutinho); Ronaldo, André Silva (96′ Guedes)

All. Fernando Santos

MARCATORI: 45′ Quaresma (P), 93′ Ansarifard (I)

AMMONITI: Guerreiro (P), Azmoun (I), Hajsafi (I), Quaresma (P), Ronaldo (P)

ARBITRO: Caceres (PAR)