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danimarca australia

Egitto e Arabia Saudita hanno già salutato la competizione, oggi l’ultima chance dell’Australia. Il sistema dei mondiali non perdona, i socceroos hanno novanta minuti a disposizione per un’impresa che avrebbe del clamoroso. Van Marwijk dà fiducia agli stessi undici che hanno affrontato la Francia, riproponendo un po’ a sorpresa Nabbout: a lui l’arduo compito di superare uno Schmeichel che non subisce gol da più di cinquecento minuti.

Squadra che vince non si cambia. Tanta fisicità, tanti centimetri e un solo grande direttore d’orchestra. Tre punti oggi avvicinerebbero i danesi agli ottavi, traguardo che manca da 16 anni.

Cuore Socceroos, Danimarca coriacea

Pronti, via. Neanche il tempo di iniziare e la Danimarca passa in vantaggio. Gran lavoro con il fisico di Jorgensen, sponda deliziosa e sinistro potentissimo di Eriksen che va a morire sotto la traversa. Ryan non può nulla, difesa ancora negli spogliatoi. I socceroos, complice l’atteggiamento prettamente difensivo della Danimarca, cominciano a prendere campo sviluppando una timida trama di gioco. Minuto 37, Var di nuovo protagonista: Poulsen allontana con la mano, per Lahoz non ci sono dubbi. Dagli undici metri si presenta il solito Jedinak. Palla da una parte, portiere dall’altra. L’Australia si aggrappa, ancora una volta, al destro letale del suo capitano.

Nessun cambio all’intervallo, la partita riprende con gli stessi ventidue. L’1 a 1 non serve a nessuno, specialmente a un’Australia galvanizzata dal gol: squadra più compatta, Rogic si affianca a Nabbout e Saintsbury riesce (finalmente) ad arginare Jorgensen. Passano i minuti e i ragazzi di Van Marwijk continuano a crescere, alzando sempre di più il baricentro. Mooy sfiora il vantaggio con un gran destro da fuori, Pione Sisto risponde. Botta e risposta continui, la partita sembra sempre potersi sbloccare da un momento all’altro. L’Australia fa la partita per tutto il secondo tempo, costruendo tanto e realizzando poco. La velocità e la tecnica degli esterni fa la differenza, ma l’assenza di un rifinitore vero e proprio si fa sentire e non poco: è sempre mancata lucidità sotto porta.

Danimarca-Australia, i migliori e i peggiori in campo

Ennesima prova sontuosa di Mile Jedinak: invalicabile, instancabile, freddissimo. Il premio di MVP se lo gioca con Leckie, tra i più propositivi e pericolosi dei suoi. Prova sottotono della Danimarca, tra i peggiori spicca l’eroe della prima giornata: Youssuf Poulsen. Sterile in fase offensiva, procura il calcio di rigore e si fa ammonire (salterà la prossima giornata).

DANIMARCA (4-2-3-1): Schmeichel; Larsen, Kjaer, Christensen, Dalsgaard; Delaney, Schöne; Poulsen (58′ Braithwaite), Eriksen, Sisto; N. Jorgensen (67′ Cornelius)

All. Hareide

AUSTRALIA (4-4-1-1): Ryan; Risdon, Sainsbury, Milligan, Behich; Leckie, Jedinak, Mooy, Kruse (67′ Arzani); Rogic (81′ Irvine); Nabbout (74′ Juric)

All. Van Marwijk

MARCATORI: 6′ Eriksen (D), 38′ Jedinak rig. (A)

AMMONITI: Poulsen (D), Pione Sisto (D)

ARBITRO: Lahoz (SPA)