SHARE
russia egitto mondiali 2018

La prima partita del secondo turno ci ha subito portato una sentenza, ancora virtuale per l’aritmetica ma certa a rigor di logica e soprattutto giusta: la Russia va agli ottavi, e se qualcuno aveva sospettato che la Nazionale di casa potesse ricevere qualche spintarella per andare avanti è stato costretto a ricredersi da un’altra prova potente della formazione di Cherchesov.

Dopo il 5-0 all’Arabia Saudita è arrivato il perentorio 3-1 all’Egitto, ancora nel segno del talento di Cherishev e della prepotenza di Dzyuba, ma anche di un Golovin che ha ispirazione, mentalità, valore tecnico e prospettive. Anche se continua a risultare difficile immaginarlo con una maglia da titolare nella Juventus.

L’impressione però è che la vera forza della Russia sia un gruppo compatto, che ha assorbito l’entusiasmo del suo popolo e lo traduce sul campo giocando un calcio di discreto livello ma soprattutto corale e continuo, il che – per quanto hanno mostrato finora le trentadue partecipanti – è un valore significativo.

Entusiasmo che invece si è già spento per l’Egitto, trafitto dalla sfortuna materializzatasi nelle condizioni visibilmente precarie di un Salah che ha realizzato la rete più malinconica della sua stagione, nel gol subito al novantesimo contro l’Uruguay e nell’autorete di Fathy (la quinta in 17 partite di questo Mondiale) che ha sbloccato una gara in cui comunque la squadra di Cuper è stata ancora una volta deludente sul piano del gioco. Il problema è che, a differenza di quanto successo nell’ultima Coppa d’Africa, alla poca ispirazione tecnica non si è abbinata un’impermeabilità difensiva fondamentale per fare strada, e infatti quella dei Faraoni è già praticamente finita.

Click Niang

L’Africa che ride è invece quella del Senegal, prima squadra del continente nero a fare un colpo pieno in questa Coppa del Mondo. Un colpo non preventivato ma largamente meritato, perché fra l’impacciata e forse sopravvalutata Polonia di Nawałka e il semplice ma accorato e verticale Senegal di Aliou Cissé si è vista una differenza che rende il risultato meno sorprendente di quel che può apparire, anche se la differenza vera e propria l’hanno fatta l’autogol dello spallino Cionek e soprattutto la grande furbata di un giocatore che in questa avventura può veramente trovare un bivio fondamentale per la sua carriera.

Mbaye Niang ha un talento indiscutibile, mezzi sia fisici che tecnici in grado di portarlo a livelli molto alti, ma anche un’incostanza conclamata che fin qui lo ha schiacciato: l’aver segnato al debutto nel Mondiale potrebbe essere il click in grado di farlo svoltare. E se svolta Niang, allora il Senegal può essere una vera sorpresa.

Saké, il perfetto ammazzacaffé

Ma se parliamo di sorprese, in pochissimi avrebbero predetto la vittoria del Giappone sulla Colombia, il primo successo in assoluto di una selezione asiatica contro una sudamericana in un Campionato del Mondo.

Un Giappone fresco e convinto, anche se ad agevolarlo in modo decisivo è stata l’incredibile ingenuità dell’ex viola Carlos Sanchez, che al terzo minuto ha lasciato la sua squadra sotto di un gol e di un uomo.

Un handicap troppo pesante per i cafeteros, che hanno i loro alibi e le loro possibilità di riscattarsi – visto che tutto è apertissimo in questo pazzo Gruppo H che vede le favorite al palo e le alternative al comando – ma anche una chiara dipendenza da James Rodriguez, che ha dovuto star fuori per due terzi di gara per problemi al polpaccio e una volta entrato ha dimostrato, con un’incredibile occasione sprecata, di essere lontano dalla condizione esibita per tutto l’anno al Bayern Monaco.

E oggi potremmo avere verdetti aritmetici: probabile il passaggio di turno per l’Uruguay, che incrocia l’Arabia Saudita con l’obiettivo principale di ritrovare un Suarez irriconoscibile all’esordio, meno probabile invece che stasera possa festeggiare l’Iran, che in ogni caso sarebbe aritmeticamente agli ottavi in caso di successo contro la Spagna indipendentemente dal risultato di Portogallo-Marocco.

Va bene che le sorprese sono quotidiane in questo Mondiale, ma questo sarebbe davvero troppo….