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cosmi salvezza ascoli

Dai playoff ai playout, dalla Sicilia alle Marche, sempre nell’imprevedibile B. Serse Cosmi ha preso per mano una squadra allo sbando, ha sistemato i pezzi e ci ha dato, ancora una volta, un assaggio della sua personalità e della sua etica: lavoro, lavoro, lavoro. L’uomo del fiume ha portato a termine l’ennesima missione, salvando l’Ascoli, condannando l’Entella e cancellando l’ultimo, dilaniante ricordo di una sfida a eliminazione diretta. Questa volta niente lacrime amare, ma solo tanta voglia di festeggiare, di godersi l’ultimo atto di un viaggio lungo ventotto anni.

Ascoli-Entella, il playout decisivo

Semplice, schietto, carismatico. La categoria è sempre stata un mero numero, la panchina un amore che dura da tutta la vita. 11mila persone, che per il Del Duca equivale a dire tutto esaurito, hanno fatto da cornice ad una partita che non ha avuto troppo da dire: l’obiettivo non era divertire, ma salvarsi. Detto, fatto. Un doppio 0 a 0 è bastato ai bianconeri, il miglior piazzamento in campionato garantiva due risultati utili. La solita difesa a tre, sua fida compagna di avventure, ha arginato ogni attacco vanificando gli sforzi dell’Entella. Clemenza e Kanoutè i migliori, Aramu spreca l’unica vera occasione creata dagli ospiti. Triplice fischio, scatta la festa in casa Ascoli. Serse si lascia andare in un lungo abbraccio con i suoi collaboratori e, metaforicamente, con tutto il suo popolo. Un’infinita stagione vola via, portando con sè la spada di Damocle che pendava sulla testa di Cosmi.

Serse Cosmi “rubacuori”

Un altro successo per Serse Cosmi, un’altra vittoria personale e non che si aggiunge alla lunga lista del Perugino. La sua vera virtù è proprio questa: fare sempre il massimo, raggiungere in ogni modo l’obiettivo fissato, anche se impossibile. Lui che è partito dall’eccellenza facendo tutta la trafila fino alla Champions, per poi tornare immediatamente in B. La cavalcata con l’Arezzo, gli anni di Perugia, il primo posto con il Genoa revocato, la (quasi) rimonta con il Lecce, i playoff a Brescia, il miracolo Trapani. Una carriera che sarebbe potuta andare diversamente. Qualche trofeo in più, qualche stagione in più in Serie A, una grande squadra, chi lo sa.É andata diversamente, con un palmares magro e una conquista tutta sua: aver lasciato il segno ovunque, aver catturato il cuore dei suoi tifosi. Molto più di un semplice trofeo…