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Rafinha e Thiago Alcantara
Rafinha e Thiago Alcantara

Correva l’anno 1993. Mazinho, ‘volante’ del Palmeiras, stava guidando i suoi alla vittoria del campionato brasiliano. La moglie Valeria Alcantara invece, in quei giorni portava in grembo il suo secondogenito, Rafael. La coppia, entrambi atleti (lui calciatore, lei pallavolista) aveva avuto già un altro figlio due anni prima. In Italia nei pressi di Brindisi, a San Pietro Vernotico. E questo perché all’epoca Iomar do Nascimento predicava nel deserto a Lecce, a 20 km di distanza. E mostrava al calcio italiano la sua grinta ed i suoi piedi buoni.

Il primo figlio si chiama Thiago. La sua carta d’identità è veramente particolare. Come detto, nasce in Italia da genitori brasiliani ma vive tutta la vita in Spagna, per poi proseguire dal 2013 in Germania. Perché la Spagna? Tre anni dopo la sua venuta al mondo, papà Mazinho si ritroverà ad essere il capitano del Valencia prima, del Celta Vigo poi. Concluderà infine la sua esperienza iberica all’Elche, per poi fare ritorno in Brasile e chiudere col calcio giocato a Salvador de Bahia, nel Vitoria.

Rafinha e Thiago Alcantara, il calcio nel dna

Thiago però cresce a Vigo, in Galizia si ambienta, e quello che suggerisce la carta d’identità è veramente poco importante. Lui si sente spagnolo, lui è di Vigo e lo ribadirà sempreIl resto lo sappiamo tutti: entra nelle giovanili del Barcellona e si becca il pesantissimo appellativo di “Nuevo Xavi”, anche se a dire il vero è decisamente più offensivo come giocatore. Il ragazzo viene su bene, si impone e Guardiola se ne innamora, portandolo in prima squadra e concedendogli delle apparizioni con la prima squadra, prima di caricarlo con se alla volta di Monaco di Baviera.

La nazionale scelta, inutile dirlo, è quella spagnola. Nel frattempo però nella cantera blaugrana si parla un gran bene anche dell’altro Alcantara: Rafael, o come preferisce farsi chiamare, RafinhaChe invece si sente brasiliano a tutti gli effetti. Rafinha è nato a São Paulo, una delle più importanti città del Brasile e di tutto il Sud America.

Con Thiago va tutto bene

I suoi genitori sono brasiliani. La Spagna però lo vuole, ha capito che in questa famiglia forse pure il cane (se ne hanno uno), sa giocare bene a calcio. Così, fino alla selezione Under 19, Rafael gioca per la terra che gli sta dando delle opportunità. Nel 2013 però arriva la chiamata di Alexandre Gallo, selezionatore del Brasile u-20. La richiesta è importante: guidare il centrocampo verdeoro alla conquista del Torneo Sudamericano di categoria.

L’occasione è ghiotta, molto ghiotta, e Rafinha, accetta ascoltando il cuore. Intanto il Barcellona, per farlo crescere, decide di mandarlo proprio nella città che ha ammirato il padre più di tutte in Europa, ovvero Vigo. La sua stagione al Celta è esaltante: centrocampista sinistro inamovibile nel modulo di Luis Enrique, il canterano si fa notare subito ed l’allenatore spagnolo – passato con pochi alti e molti bassi alla Roma – decide di portarselo dietro anche nel suo ritorno in blaugrana.

Brasile e Spagna chiamano, impossibile dire di no

Luis Enrique sa che seguire gli ultimi anni dei signori Xavi ed Iniesta potrà solo fare bene al suo pupillo. La stagione in corso infatti lo vede nel ruolo di comprimario, vista la folta concorrenza in rosa, ma il suo talento è cristallino, è innegabile. Carlos Caetano Bledorn Verri lo capisce. E per la cronaca, Carlos Caetano Bledorn Verri è Dunga, l’allora commissario tecnico dei Pentacampeão del Brasile, ed una possibilità al ragazzo vuole dargliela, ma senza bruciarlo e con criterio. Così, con la Copa America alle porte, l’ex campione del mondo lo inserisce nella lista dei 30 pre-convocati per Cile 2015, concedendo a Rafinha la speranza di diventare a tutti gli effetti un calciatore del Brasile.

Per quanto riguarda Thiago, ha preso parte ai Mondiali 2018 con la Spagna. Questa è una storia diversa dalle tante di fratelli giocatori con nazionalità diverse. Rafinha e Thiago vanno molto d’accordo, semplicemente hanno sentimenti diversi. Papà Mazinho, anch’egli ex campione del mondo, sarà sicuramente felice della scelta del secondogenito.

Ed in famiglia c’è anche Rodrigo

Gli amanti del calcio magari avrebbero preferito vederlo in coppia con il fratello, soprattutto perché la leggenda dei gemelli Derrick è quella che più ha affascinato tanti di noi nel celebre anime “Holly e Benji” (per i puristi “Capitan Tsubasa”). Il mondo del calcio è strano: tu e tuo fratello crescete sotto lo stesso tetto, nello stesso club, ma tu senti di essere brasiliano e lui spagnolo. Forse solo loro possono capirlo. E magari anche il loro cugino Rodrigo Machado, da quattro anni al Valencia e passato come loro due al Celta.

Nato a Rio de Janeiro, Rodrigo è diventato il miglior marcatore di sempre nella storia della Spagna Under 21. Poi è stato superato ad inizio 2017 dall’ex milanista Deulofeu. Quel che è certo è che per quanto riguarda Rafinha, il futuro è roseo. Grazie anche all’Inter che ha saputo valorizzarlo nella seconda metà della stagione 2017/2018. Il 25enne è andato in controtendenza rispetto a campioni del calibro del fratello o di Diego Costa. Loro hanno scelto la Spagna, formazione egemone negli scorsi anni, al natio Brasile.

Ciò che noi oggi sappiamo è che Rafael Alcántara do Nascimento ha scelto il colore della sua seconda pelle. Il verdeoro dei Pentacampeão.