SHARE
sporting lisbona

Ad Alcochete, collegata a Lisbona da un ponte, le torride temperature degli ultimi giorni hanno aizzato ancor di più le fiamme in un ambiente rovente da varie settimane. E a niente è servita la grande prestazione del Portogallo contro la Spagna, con l’ex alunno Cristiano Ronaldo in veste di eroe nazionale. Quella conosciuta come ‘La Academia’, all’unanimità riconosciuta come una delle migliori scuole formative del calcio mondiale, aveva visto crescere un giovane e timido CR7 nel settore giovanile dello Sporting Lisbona. Adesso, invece, l’intero complesso è stato stravolto da un eventi senza precedenti.

Sporting Lisbona, lo sfogo del presidente fa scoppiare il caos

Due mesi fa il presidente Bruno de Carvalho decise di sospendere ben 19 giocatori della rosa dopo il 2-0 subito nell’andata dei quarti di Europa League contro l’Atletico Madrid. Tutto nacque da uno sfogo su Facebook del presidente, non accettato dai giocatori dello Sporting. Il portiere Rui Patricio, criticando il presidente, aveva ribadito che i problemi andavano risolti internamente e aveva avuto l’appoggio di 18 compagni di squadra. Un affronto pagato con la decisione di sospendere tutti i 19 giocatori. “Sono solo bambini viziati che non hanno rispetto. Ho perso la pazienza perché pensano di essere più importanti del club”. Furono quindi messi fuori rosa con effetto immediato Rui Patricio, William Carvalho, Coates, Coentrao, Gelson, Piccini, Wendel, Rúben Ribeiro, Doumbia, Bruno César, Podence, Palhinha, Leao, Acuña, Battaglia, Bryan Ruiz, Bruno Fernandes, Montero e Ristovski. Ma il peggio non era ancora arrivato

L’aggressione ai giocatori e la rescissione per sei

Un mese fa, infatti, un gruppo di ultras biancoverdi ha fatto irruzione all’allenamento della prima squadra aggredendo una serie di giocatori. Il pretesto, se di pretesto si può parlare, la mancata qualificazione in Champions League. E mentre l’olandese Bas Dost ne usciva fuori peggio di tutti recandosi in ospedale l’allenatore Jorge Jesus annunciava subito le dimissioni puntando il dito contro una persona in particolare: Bruno De Carvalho, il presidente del club. Per molti costui intrattiene legami con una serie di skinhead formatisi anni fa nel gruppo 1143, un tempo zoccolo duro del tifo dello stadio José Alvalade, dove De Carvalho si recava fin da giovane. La situazione non è ancora stata chiarita.

Tuttavia i vari Bas Dost, Bruno Fernandes, William Carvalho, Gelson Martinez, i principali elementi della rosa, hanno rescisso in maniera unilaterale il contratto. La conferma è arrivata dal presidente della società che, con un comunicato su Facebook, aveva dichiarato di essere pronto in qualunque momento a ricevere la lettera di rescissione. Il portiere Rui Patricio ha detto di non voler più allenarsi su un campo ormai macchiato e proprio ieri infatti è arrivata l’ufficialità del suo trasferimento Wolverhampton.

L’arrivo di Mihajlovic

Ciò che è certo è che De Carvalho è nella bufera assoluta, con una mozione di censura che arriva da parte della direzione e rischia di pagar caro la dichiarazione secondo la quale “Nel calcio la criminalità fa parte del quotidiano”. E forse proprio la situazione così calda e poco definita ha spinto uno come Sinisa Mihajlovic a scegliere l’avventura allo Sporting. È ufficiale infatti il suo arrivo come allenatore per i prossimi tre anni. Una sfida piuttosto spinosa per l’ex di Milan e Torino, che evidentemente non si è lasciato spaventare dalle circostanze e dalle congetture. Senza una rosa con la quale lavorare, il serbo dovrà attendere il ritorno della spedizione portoghese dalla Russia. O, magari, scovare nell’Academia un nuovo Cristiano Ronaldo